Napoli, presentato il Centro per l’Agritech

È stato presentato nella Sala de Sanctis della regione Campania, il Centro Nazionale in Tecnologie dell’Agricoltura “Agritech” realizzato da Regione e Università nell’ambito del Pnrr, in collaborazione con i principali centri di ricerca nazionali.
Erano presenti gli assessori regionali Valeria Fascione e Nicola Caputo, il sindaco Manfredi e l’assessore all’urbanistica Bruno Discepolo, il Rettore della Federico II Matteo Lorito e Danilo Ercolini, il direttore del Dipartimento di Agraria e referente scientifico nazionale del Centro Agritech, il presidente del Comitato Universitario Regionale Vincenzo Loia.
Conclusioni affidate al Presidente Vincenzo De Luca.
Il progetto è finanziato con 477 milioni di euro dall’Unione Europea all’interno del programma NextGenerationEU, il Centro Nazionale di Ricerca per le “Tecnologie dell’Agricoltura – Agritech” promosso dall’Università di Napoli Federico II intende operare con il tramite di tecnologie abilitanti per aumentare la produttività in modo sostenibile, far fronte alle esigenze di sicurezza alimentare e ridurre l’impatto ambientale in condizioni climatiche mutevoli.
Ha l’obiettivo di favorire l’adattamento ai cambiamenti climatici, la riduzione dell’impatto ambientale nell’agrifood, lo sviluppo delle aree marginali, la sicurezza, la tracciabilità e la tipicità delle filiere.

E importante per migliorare la competitività del Paese Italia nel settore agroalimentare, parte da Napoli un Hub d’eccellenza ed altri a livello nazionale, per poi allargarsi a raggiera a livello territoriale e aumenterà notevolmente nei prossimi grazie al Pnrr coinvolgendo 28 università e una ventina di aziende, tra le migliori in assoluto nel nostro Paese.

L’obiettivo, lo spiega chiaramente Lorito nel corso della conferenza stampa di presentazione, è quello di creare un Hub d’eccellenza che resti anche dopo la scadenza di 36 mesi del Pnrr: «Abbiamo bandi a cascata per altri 20 milioni»,

L’Università Federico II, infatti, in quanto ente promotore del Centro Nazionale Agritech, è responsabile dell’Hub nazionale che avrà il compito di coordinare i cosiddetti «spoke» periferici,
il Politecnico di Torino e le Università di Genova, Piacenza, Ancona e Foggia, nello sviluppo e verifica di sistemi agricoli sostenibili anche in scenari climatici in evoluzione.
Il Centro sarà composto da 28 Università, 5 centri di ricerca, 18 imprese.

Il professore Danilo Ercolini: “Questa è la strada verso il futuro, in tema di sostenibilità globale, se vogliamo abbassare l’impatto ambientale delle produzioni agricole, c’è bisogno che le aziende si rendano conto di quali sono le tecnologie disponibili, tra queste quali sarà possibile adottare in futuro, aiutandole allo scopo”.

Il centro Agritech recluterà 200 ricercatori, ci saranno più di 200 assegnisti di ricerca, nuove borse di dottorato e soprattutto si formeranno dei tecnici specializzati che saranno utilizzati per assistere le imprese nell’adozione delle tecnologie».

L’ipotesi di un centro nazionale per l’agricoltura tecnologica fu ideata dal sindaco Gaetano Manfredi ai tempi in cui era ministro, cosi ha commentato “questi sono i primi effetti del Pnrr, li guardo con particolare favore perché è un Pnrr che avevo impostato in questa maniera quando ero ministro con questa idea dei centri nazionali d’eccellenza”.
“Anche per la città si tratta di un insediamento molto importante in quanto si insedierà nell’area dell’ex Manifattura Tabacchi un altro pezzo di città su cui stiamo investendo e che stiamo sviluppando sia da un punto di vista urbanistico che dei servizi”.

E’ un progetto strategico per l’Italia, migliora la competitività del paese nel settore dell’agroalimentare, parte da Napoli ed aumenterà notevolmente nei prossimi anni grazie ai fondi del pnrr e grazie a quello che si farà appunto in questo centro guidato dalla Federico II e
che coinvolge anche 30 università e una ventina di aziende tra le migliori in assoluto.

E’ un momento importante e significativo anche sul frangente storico innovativo dovrebbe dare l’inizio ad un cambiamento di portata nazionale per un settore, quello dell’agro alimentare che è una componente fondamentale del PIL nazionale e del PIL Campano.

È un progetto che riunisce diverse università, aziende agricole, il Cnr, Cassa Depositi e prestiti insomma l’eccellenza aziendale e amministrativa e così recuperiamo una vocazione agriculturale campana.

Questo passo è solo l’inizio, dobbiamo migliorare la produttività, commenta il presidente De Luca, il progetto arriva dopo decenni di impasse e quindi permettere grazie a questi fondi una rigenerazione urbana del capoluogo è una svolta, specialmente parlando della ex manifattura tabacchi dove si insedierà il centro.

All’interno di questo progetto c’è anche la riqualificazione del fronte mare in particolare a Portici con il Museo di Pietrarsa, sarebbe bello, concludeva il governatore se da Bagnoli a Portici il mare forse balneabile.

Importante anche la ricaduta occupazionale, probabilmente si parte da 200 ricercatori assunzioni a diverso carattere e titolo per poi continuare nel futuro.