Osteoporosi a convegno

Nell’Auditorium della Regione Campania si è tenuto un convegno dal titolo “Osteonet 2.0: Osteoporosi in Campania – l’importanza di un’efficace prevenzione”.
I lavori, sono stati aperti e coordinati  dal consigliere dell’Ordine dei medici di Napoli Mario Delfino, dal dirigente farmacista dell’Asl Napoli 3 Sud Adriano Vercellone, e il dott. Antonio D’Amore Direttore Generale Asl Napoli 2 Nord.

Trattandosi di una realtà clinica articolata e complessa con necessità di competenze multidisciplinari e una stretta relazione con la medicina territoriale, è stata proposta l’istituzione di un Osservatorio sull’ osteoporosi in Campania.

I lavori sono stati aperti e coordinati  dal consigliere dell’Ordine dei medici di Napoli Mario Delfino, dal dirigente farmacista dell’Asl Napoli 3 Sud Adriano Vercellone, e dal dott. Antonio D’Amore Direttore Generale Asl Napoli 2 Nord.

Circa 100 tra specialisti ed esperti del nostro territorio hanno lavorato per oltre un anno con l’obiettivo di definire specifiche strategie di intervento per arginare danni e conseguenze della malattia osteoporotica.

Dopo una serie di incontri webinar e tavoli tecnici telematici, con l’obiettivo di stilare quattro documenti condivisi, con proposte operative e gestionali in merito a: prevenzione, terapia e follow up, gestione multidisciplinare, algoritmi terapeutici e corretto trattamento farmacologico.

Gli esperti delle diverse discipline ortopedici, ma anche endocrinologi, ginecologi, geriatri, cardiologi, nefrologi, fisiatri etc.) con il supporto redazionale della Saniprogest, società napoletana di consulenza tecnica e manageriale in ambito sanitario, hanno stilato un documento condiviso che punta a fornire una risposta efficace ed efficiente all’esigenza di salvaguardare la salute e la qualità della vita dei pazienti affetti da osteoporosi e delle loro famiglie ed anche per razionalizzare le risorse complessive del sistema sanitario campano.

Precise linee guida per intercettare i pazienti a rischio ed avviarli al miglior percorso di prevenzione e terapia, sono i punti principali del documento che è stato messo disposizione di operatori sanitari e referenti istituzionali che si è discusso al tavolo del convegno con l’auspicio che la regione si doti di un PDTA- percorso diagnostico terapeutico dedicato.

Dagli studi effettuati si evince che 4milioni (circa 28 milioni in Europa) le persone con osteoporosi che nella fascia d’età tra i 50 e gli 84 anni colpisce circa il 21% delle donne e il 6% degli uomini, e tra gli over 84 praticamente la metà della popolazione femminile.

In estrema sintesi, in Italia, dopo i 50 anni circa la metà delle donne e circa un quarto degli uomini rischiano di subire una frattura.

Aumento progressivo in ragione dell’invecchiamento della popolazione e anche di abitudini errate quali fumo, sottopeso, cattivo regime alimentare, come ricorda l’astronauta Samantha Cristoforetti in uno spot realizzato in collaborazione con la Fondazione internazionale osteoporosi e Esa- Agenzia spaziale europea.

Hanno partecipato tra gli altri la prof.ssa Maria Triassi con “L’importanza dell’attività del pronto soccorso e della medicina di prossimità per un corretto approccio alla prevenzione del rischio fratture da fragilità”, il prof. Nicola Ferrara sull’ “Invecchiamento della popolazione e bisogni di salute nei prossimi anni in Campania” e la Prof.ssa Annamaria Colao su “I complessi meccanismi alla base dell’osteoporosi: molti gli specialisti, uno il malato”.

Il commento della dottoressa Triassi “ Abbiamo una prevalenza molto sbilanciata di casi di sesso femminile leggermente superiore a quello degli altri paesi e l’Italia è uno dei maggiori paesi a indice di vecchiaia.
Secondo i dati che abbiamo a disposizione partendo dal 2017 un onere economico sociale molto alto con un investimento sociale molto rilevante, il nostro paese in definitiva ha una percentuale di spesa di queste malattie molto alta.

“Secondo i nostri studi, l’intervento della dottoressa Colao, siamo tutti propensi a ammalarci di osteoporosi, abbiamo un problema di nutrizione, un problema di comportamenti alimentari sbagliati in cesso o in difetto e quando è in difetto l’osteoporosi comincia prestissimo.
Un ricambio di ossificazione potrebbe aiutare da giovani se la parte nuova facesse alternanza sulla parte vecchia noi non avremo tanti problemi in tarda età finché ci sarebbe questo ricambio avremmo un osso più efficiente in grado di proteggerci dalle malattie e dai problemi esterni come l’aumento di peso”.
“Abbiamo un problema ed una mancanza di vitamina d ovverosia di esposizione al sole non si fanno più le vacanze di una volta tendiamo ad andarci sempre di meno e questo purtroppo il fisico lo accusa ed anche dovute a carenze alimentari”.
“Ci vorrebbe uno stile di vita più sano, movimento, esercizio fisico, un’alimentazione corretta meno fumo alcol e sregolatezza alimentare basterebbero poche attenzioni per potersi ammalare di meno .
In conclusione affinché il paziente sia correttamente inquadrato ci vorrebbe una multidisciplinarità fra i vari specialisti endocrinologo, ortopedico, fisiatra, geriatra, reumatologo, ginecologo e aggiungo anche il cardiologo.