Donne in fuga al Teatro Ivelise di Roma

E’ sul palco del piccolo, delizioso Teatro Ivelise, a pochi passi dal Colosseo, che è andata in scena “Taglio la corda”: una frizzante pièce diretta da Marco Belocchi con l’ausilio di Francesca De Marchi, ed interpretata da Silvia Grasso e Brenda Monticone Martini, che è anche direttrice artistica del teatro.

In origine, l’ambiente era la cappella di un convento di suore: difatti è composto di una navata a tre campane, con tanto di volte a crociera. E’ stato fondato dalla regista ed attrice Ivelise Ghione nel 1997, ed è attualmente gestito dall’associazione culturale AlloStatoPuro.

Tre serate di sold-out per la vicenda, agrodolce e non priva di momenti di ilarità, di due donne in fuga, come suggerisce il titolo. Il testo, scritto a quattro mani da Maria Letizia Avato e Brenda Monticone Martini, ci racconta di due donne diversissime nell’approccio alla vita e nelle esperienze passate:- rassegnata e remissiva Marisa, ribelle e battagliera Domitilla. Le due protagoniste sono però accomunate da un senso di infelicità e di oppressione, che le spinge a fuggire il loro presente, a tentare di cambiare le loro vite, sfidando abitudini e convenzioni.

Questo le porta ad incontrarsi, per caso, ai margini di una strada statale, l’una in fuga dalla propria famiglia (marito e figli per i quali lei sembra esistere solo come cuoca e casalinga), l’altra da un centro di riabilitazione per la salute psicofisica. E se all’inizio le diversità caratteriali prevalgono, dando vita a gustose schermaglie verbali, l’evolversi della situazione costringe le due protagoniste ad una convivenza in questa avventura. Convivenza che pian piano le porta a scoprire affinità e similitudini, fino al nascere di una solida e profonda amicizia.

Il richiamo al classico Thelma & Louise si ferma qui, con uno uno scarto evidente rispetto al finale tragico del film. La pièce si chiude, infatti, con un messaggio di speranza: se l’unica alternativa è la fuga, che fuga sia, riconquistando la propria libertà ed il diritto alla felicità.
Brave e perfettamente in sintonia le due protagoniste, capaci di gestire con buona efficacia sia il registro drammatico che quello comico, per uno spettacolo che da un lato intrattiene e diverte, e dall’altro ci invita a riflettere sulle opportunità che la vita ci offre per essere felici, e sul coraggio che bisogna trovare, in primis in noi stessi, per coglierle.