Da Venezia a Pechino, inizia la camminata di Vienna Cammarota lungo la Via della Seta

La 59° Esposizione Internazionale d’Arte a Venezia ha fatto da sfondo a un incredibile evento che vede protagonista assoluta Vienna Cammarota, la camminatrice più famosa del mondo, che con il suo trekking racconta in modo instancabile l’immenso Patrimonio morale, culturale e sociale della nostra Italia.
All’età di quasi 72 anni, oggi 26 Aprile 2022, Vienna è partita dal Lazzaretto Nuovo di Venezia per osservare e descrivere la Via della Seta in un contesto contemporaneo, attraverso un percorso che toccherà ben 15 Nazioni e si concluderà a Pechino nel Dicembre 2025. Prima di arrivare in Cina attraver­sera’ i Balcani e lun­go il cammino anche altri territori comp­lessi ma belli come  la Georgi­a, Turchia, Iran, Turkmenistan, Azerbaigian, Uzbekistan, Kirghizistan, Kazakistan, Mongolia. Con ogni probabil­ità i chilometri ​ da percorrere saranno circa 22.000 ma non esclude deviazioni per attenersi ai ca­mbiamenti che magari potrebbero esserci stati nel corso dei secoli sulla Via della Seta.

Guida Ambientale Escursionistica e Ambasciatrice Archeoclub D’Italia, particolarmente sostenuta e ammirata dall’archeologo italiano Sebastiano Tusa e dalla mecenate Chiara Modìca Donà dalle Rose, Presidente Fondazione Donà dalle Rose, Vienna Cammarota è camminatrice della pace per la cultura e la prima donna al mondo che compirà un’impresa così ardua da Venezia a Pechino.

Numerosi anche i suoi interventi nelle scuole di tutta Italia per sensibilizzare i giovani verso la conoscenza e l’apprezzamento del patrimonio culturale, storico e sociale non solo del Bel Paese.
Vienna Cammarota, che da sempre con i suoi incessanti viaggi e lunghi cammini attraverso il mondo vuole non solo sottolineare l’importanza del patrimonio artistico, culturale e sociale di ciascun luogo ma anche ricordare la necessità di essere responsabili verso se stessi e il Pianeta che si abita, in un atto di rispetto e condivisione che si dovrebbe rinnovare ogni giorno, si collega al tema della Biennale d’Arte di Venezia quest’anno “Il latte dei sogni/The Milk of dreams”, che si ispira ad un rapporto autentico fra uomo e ambiente, fra corpo e Terra.

Sempre a Venezia esiste una realtà d’eccezione, la Fondazione Donà dalle Rose con sede nell’omonimo Palazzo in località Cannaregio, impegnata nella promozione della cultura in Italia e all’estero oltre che nella salvaguardia dell’arte e dei principi autentici del mecenatismo. La Fondazione si impegna, inoltre, attraverso attività di vario tipo, progetti e iniziative anche internazionali, nella divulgazione di modelli di tutela e valorizzazione del patrimonio artistico, culturale, filosofico, storico, archivistico e musicale del nostro Paese in primis. Quest’anno il secentesco Palazzo Donà dalle Rose è anche sede del Padiglione della Repubblica di San Marino ispirato al tema del “Postumano Metamorfico” con una riflessione sul tema Uomo/Natura.
Ma, Oltre alla Biennale, altro sfondo perfetto per l’impresa di Vienna è non a caso il Lazzaretto Nuovo, gestito da Archeoclub D’Italia, luogo e simbolo di Rinascita, dove nacque la prima quarantena del Mondo Occidentale oltre 600 anni fa. Territorio abbandonato nei decenni scorsi, dopo un imponente lavoro di
restauro è stato trasformato in uno splendido Eco-Museo. Lì Vienna ha fatto visita ai reperti archeologici, alle casette che ospitavano i malati in isolamento, al museo del Tezon Grande, alla Cinta Muraria, e passeggiato lungo il Sentiero Naturalistico delle Barene, fotografia dello stato originale della Laguna.
Parterre eccezionale ad accompagnarla, sono infatti presenti Gerolamo Fazzini, Presidente di Archeoclub D’Italia sede di Venezia,  Rosario Santanastasio, ​ Presidente Nazionale di ​ Archeoclub D’Italia, il Comune di Venezia, ​ la Presidente della Fondazione Donà Dalle Rose, Contessa Chiara Modica Donà Dalle Rose, la fondatrice e Vice Presidente Nazionale​ dell’Associazione “Ambasciatori di Cultura lungo la Via della Seta” ,  ed ancora Giuseppe ZHU, Presidente dell’Associazione Italia – Cina di Shangai.
Alle ore 12 e 45 Vienna è ripartita dal Lazzaretto Nuovo a bordo dell’imbarcazione storica tradizionale della Laguna di Venezia.
La coraggiosa donna il cammino lo farà con il libro di Marco Polo, il “Milione”,  la Bandiera dell’Italia, il confalone di Venezia, donatale per l’occasione da Gerolamo Fanizzi – presidente dell’archeoclub di Venezia -, e piccoli omaggi ricevuti da amici e sostenitori e dal senatore cinese Giuseppe Zhou assieme alla Bandiera dell’Ucraina. Il suo sarà al tempo stesso un percorso di pace.
Senza dimenticare le due borracce e la scorta di frutta secca che orgogliosamente mostra ai presenti quando apre il suo zaino che sembra non avere fondo per quante cose contiene. Sembrerebbe un peso ingestibile per affrontare un’avventura del genere, ancor più per Vienna che appare così esile e indifesa.
Ma è un pensiero che scompare all’istante quando si ha il piacere di parlare con lei e ascoltare appassionati le sue precedenti imprese.
Vienna Cammarota infatti ha già attraversato a piedi: Tibet, Palestina, Israele, Patagonia, Madagascar, Amazzonia. Nel 2017, all’età di 67 anni compiuti è partita dalla cittadina termale di Karlovy Vary (Repubblica Ceca) per il cammino sulle tracce dello scrittore tedesco Wolfgang Goethe, tutto a piedi e conclusosi nel Giugno del 2018 a Messina! Nel 2016 Vienna Cammarota ha dato vita al Cammino della Misericordia dal Parco Nazionale del Cilento, al Parco Nazionale del Gargano, andando anche alla ricerca degli antichi tratturi. Nel 2020, poche settimane prima della pandemia, all’età di 70 anni ha percorso, sempre a piedi la Via della Lana, in Italia.
L’idea nasce – spiega Vienna – dalla curiosità e dalla st­oria, perché persona­lmente sono molto le­gata alla storia e terminato il Viaggio in Italia dello scri­ttore tedesco Wolfgang Goethe che ho compiuto dal 2017 al 2018, mi so­no innamorata di Marco Polo ed ho capito che non è molto conosciuto dai veneziani e da tutti gli italiani. Su Marco Polo sto im­parando tante cose, lo sto studiando ed ho visto che è stato davvero un grande osservatore. Io porte­rò l’Italia perché racconterò Marco Polo ma avrò con me anche delle foto  (carto­line del nostro Paes­e, realizzate apposi­tamente da un professionista)“.

Io dico sempre che la storia – ha continuato la Cam­marota – ​ la cultura ma nello specifico l’archeolo­gia mi hanno fatto scoprire tante cose che non sapevo e durante il cammino andrò alla scoperta proprio di siti cultu­rali, già nella parte del Nord dell’Ital­ia. Sarà anche un percorso di integrazione culturale tra popoli diversi, Italia inclusa. Ho un fisioterapista che mi sta seguendo a distanza ma sto affrontando anche una preparazione psicologica. Con me avrò una telecamera Go – pro che mi consentirà di registrare tutto che vedrò, un telefono satellitare, una app attraverso la quale il team di medici potrà controllare a distanza il mio stato di salute. So che ci saranno momenti davvero impegnativi come ad esempio nell’affrontare il freddo della Mongolia, ma sono pronta. La paura c’è ed è parte di qualsiasi essere umano, ma inferiore alla voglia di vedere, raccontare, incontrare“.

Salita sull’imbarcazione tipica in compagnia di poche persone saluta i presenti con il suo contagioso sorriso stampato in volto e si dirige verso Venezia iniziando la sua avventura straordinaria.