A Napoli il Forum sulla vita consacrata

Presso l’aula magna della Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale si è tenuto il Forum della Vita Consacrata con il patrocinio della Congregazione e le Società di vita apostolica.
Sono intervenuti il cardinale João Braz De Aviz prefetto della Congregazione per gli Istituti di vita consacrata e le Società di vita apostolica, don Francesco Asti, Decano della Facoltà Teologica e monsignor Francesco Beneduce vescovo ausiliare di Napoli. Tavolo moderato da padre Salvatore Farì docente di teologia della vita consacrata.

Si è trattato del momento finale di un importante percorso di formazione teologica che anche quest’anno ha riunito a Napoli religiosi da ogni parte del mondo e che durante lo scorso anno accademico è stato seguito in diretta streaming da istituti e case di religiosi sparsi nei cinque continenti.

Moderati da padre Salvatore Farì, docente di teologia della vita consacrata della Pftim, che ha commentato: «la formazione rappresenta un modo teologico di pensare la vita consacrata stessa, che è in sé formazione mai terminata».
don Francesco Asti, Decano della Facoltà Teologica, ha cosi iniziato i lavori, ringrazio sua eminenza della sua presenza e della relazione, cerco di essere al di là dei formalismi breve per questa occasione che ci dà all’interno dell’itinerario di percorso di teologia della vita consacrata, a cui aveva dato già il patrocinio.
Questo forum vuole aiutare alla riflessione sulla un tema così importante e delicato , la vita consacrata per noi  attori di chiesa argomento  così importante, il tema che è affidato a lei eminenza la sincronia delle lettere pubblicate nell’anno della vita consacrata, è per noi esercizio permanente all’interno del corso stesso.
Una delle difficoltà che la chiesa vive in questo tempo è proprio legato al fatto che in questo periodo una serie di circostanze hanno tolto anche vitalità o comunque sono correlati alla crisi della vita consacrata.
Il prefetto della congregazione padre Joao Braz de Aviz ha incominciato con un discorso sulla sincronia di lettere di studio per capire qual è la direzione del percorso, studiare per capire la prospettiva della vita consacrata.
Secondo il cardinale forse adesso è il momento in cui possiamo insieme guardare un po’ le lettere cogliendo alcune direzioni, alcune prospettive di fondo che sono per noi importanti per la vita consacrata.
Fondamentale per noi il concilio Vaticano II anche se ha più di mezzo secolo però è stata l’assisi  più alta che abbiamo avuto delle autorità ecclesiastica, della gerarchia , una parola di fede nella grande tradizione della chiesa come risposta a questo momento che non è passato su cui stiamo approfondendo.
Papa Francesco è una luce, lo spirito di Dio, su di lui ha lavorato molto, non avevamo l’idea di Bergoglio i cardinali secondo siamo stati lì un giorno e mezzo, un conclave rapidissimo in sintonia con le cose per governare la chiesa.
Papa Bergoglio è uno, è diventato Pietro , lui è l’unico Pietro attualmente, Benedetto XVI che è un grandissimo uomo che ha lasciato una ricchezza di pensiero di testimonianza come lo sta facendo fino adesso ma non è più il nostro Papa lui è il papa emerito.
La vita consacrata dovrebbe dare a noi una tale felicità che nessuno potrebbe toglierci perché siamo convinti di quello che abbiamo ricevuto, un cammino concreto, una felicità basata sulla consacrata.
Il sentimento della vita consacrata a noi eletti prescelti vuole significare come lui volesse farci vivere come lui ha creato come lui ha vissuto.
La contemplazione, questo essere capace di contemplare questo incontro con il signore e poter testimoniare il modo con cui Gesù ha vissuto sulla terra, noi prescelti dobbiamo capire che non siamo noi ad essere scelti ma è stato il Signore che ci ha scelto.
Abbiamo alcuni punti solidi e il primo è il concilio Vaticano II che anche se ha più di 50 anni di vita è ancora molto valido.
Dobbiamo trovare una sincronia andando a leggere il vangelo nella sua concretezza e andando all’essenziale dei nostri fondatori, essere una “sequela Christi” prima di tutto gioiosa, solo così ci si realizza non possiamo andare avanti come persone che non si realizzano umanamente.
Sequela di Gesù seguire Gesù e la prima linea su cui dobbiamo lavorare, si parla a voce della necessità di ritornare alla testimonianza.
Se noi seguiamo quello che Gesù ci ha insegnato ovvero la testimonianza come valore fondante della felicità fra noi esseri umani, solo attraverso di essa possiamo essere più liberi più completi e più felici.