Giornata nazionale della memoria e dell’impegno a Napoli

Un'Italia che il 21 marzo 2022 si mobilita per ricordare con momenti di lettura, di riflessioni, i 1055 nomi delle vittime innocenti delle mafie in occasione della Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie, promossa da Libera e Avviso Pubblico in collaborazione con la Rai e con il patrocinio del Comune di Napoli, Regione Campania e Fondazione Pol.i.s.

Un’Italia che il 21 marzo 2022 si mobilita per ricordare con momenti di lettura, di riflessioni, i 1055 nomi delle vittime innocenti delle mafie in occasione della Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie, promossa da Libera e Avviso Pubblico in collaborazione con la Rai e con il patrocinio del Comune di Napoli, Regione Campania e Fondazione Pol.i.s.
Si è tenuta la passeggiata dedicata alle vittime di tutte le mafie, una mattinata molto intensa iniziata a Piazza Garibaldi con gli striscioni di tutte le organizzazioni aderenti e conclusasi a piazza plebiscito con lo striscione multicolore che riempiva tutta la piazza.

Erano 2 anni che mancava questa manifestazione per via del covid c’erano i gonfaloni portati da rappresentanti dei comuni aderenti, scuole in festa, le bandiere di libera e della pace che sventolavano lungo tutto Corso Umberto il percorso che hanno fatto per arrivare a Piazza plebiscito.
Una mattinata molto toccante con la colonna sonora di terramia brano struggente di Pino Daniele.
Lungo il corteo i familiari delle vittime innocenti che portavano con se le fotografie dei propri cari scomparsi per mafia.

Napoli è una città che accoglie, gridavano al megafono gli organizzatori, si fa carico di questa memoria e continua a camminare con percorsi di impegno e giustizia sociale.
Migliaia di familiari delle vittime innocenti, studenti, scout, sindacati, lavoratori, istituzioni, ed associazioni provenenti da tutta Italia, presente anche il presidente della Camera, Roberto Fico, l’ex premier Giuseppe Conte e Francesco D’Uva, questore della Camera dei deputati, nonché nipote dell’avvocato Nino D’Uva, penalista siciliano ucciso dalla mafia il 6 maggio 1986, proprio mentre si svolgeva la celebrazione del maxiprocesso di Messina. 

Sul palco sono saliti rappresentanti delle vittime, istituzioni come il procuratore antimafia Cafiero de Raho, don Mimmo Battaglia che ha letto il nome di Don Giuseppe Diana recentemente vittima di un attacco nella sua parrocchia del parco verde di Caivano, Don Maurizio Patriciello.
Si sono alternati ognuno leggendo i nomi delle 1055 vittime innocenti di mafia.
Anche il presidente della Repubblica ha inviato un messaggio di apertura dal momento che anche lui è un familiare di vittima di innocente di mafia il per il fratello Piersanti ucciso a Palermo del 1980.
Combattere le mafie, messaggio del Capo dello Stato, significa adempiere alla promessa di libertà su cui la criminalità tenta di calpestare opprimere.
Il lungo intervento di Don Luigi Ciotti fondatore di libera che ha accusato i rappresentanti delle istituzioni con quella che sembrava una lezione, una ramanzina, voi mettete le firme ma poi sparite, la gente ha bisogno di fatti, ci vuole un impegno costante e duraturo nel tempo per contrastare il più grande male del nostro paese.
Il fondatore di Libera ha anche parlato della guerra, ci sono 34 guerre in giro per il mondo ma a noi interessano solo quelle che ci coinvolgono dal punto di vista economico e finanziario.
E per concludere una frase che potrebbe essere ironica “Siamo apartitici, collaboriamo con tutti ma saremo una spina nel fianco per chi non farà le cose giuste”.
Gaetano Manfredi, sindaco di Napoli. “Napoli ha risposto con i suoi giovani e con tutta la città, quando don Ciotti mi ha chiesto di fare questa giornata a Napoli sono stato contento perché Napoli, la sua provincia e la regione hanno sofferto tantissimo per la pressione camorristica”