Presentato “La verità negata”, il libro scomodo di Vassallo

“La verità negata” un libro su un personaggio scomodo, Angelo Vassallo, il sindaco pescatore, a presentarlo alla Fondazione Premio Napoli, Vincenzo Iurillo giornalista de Il Fatto Quotidiano, Dario Vassallo fratello del sindaco, era presente Federico Cafiero De Raho, Procuratore Nazionale Antimafia e Paolo Siani parlamentare italiano e fratello di Giancarlo Siani.
Introduce e modera il presidente della Fondazione Premio Napoli, Domenico Ciruzzi.
Raccontare e sciogliere i nodi della storia giudiziaria e non, dieci anni di silenzi, omertà, depistaggi, alla ricerca della verità scottante, sacrificando la propria professione, sottraendo tempo ai propri affetti, Angelo Vassallo ha percorso l’Italia in lungo e in largo, ha incontrato persone, ha scavato a piene mani nel torbido, restando spesso impantanato nel fango delle bugie, dei voltafaccia, dei tradimenti.
Secondo il giornalista tra gli errori fatti sulla scena del delitto, sono state compromesse tracce biologiche nell’immediatezza del fatto, vengono sbagliati bersagli, delle incertezze sulle intercettazioni, tutte queste manomissioni spiegate con dovizia di particolari.
“E’ stato scritto con un pensiero, vorrebbe aprire una luce su questo delitto e anticipando senza pero spoilerare nulla, purtroppo i documenti e le indagini dell’epoca non sono ancora stati desecretati”.
Continua l’autore “c’è anche un caso ma non vi anticipo niente, per sviare le indagini e dare un mandante sbagliato per far chiudere le indagini, con un signore che non c’entrava niente e per questo errore sono stati bruciati i primi 3 anni di indagine che avrebbero potuto portare a delle strade più sicure, mi dispiace parlarne così perché all’epoca il procuratore capo era Roberti, magistrato di altissima stima, che verrà confermata anche dal procuratore nazionale antimafia che siede qui al mio fianco”.
Il giornalista conclude dicendo che la presenza allo stesso tavolo con Paolo Siani e il procuratore antimafia che uno dei più validi magistrati che abbiamo in Italia, è un messaggio di speranza.
Secondo Siani, fratello del giornalista ucciso dalla camorra, “in questo libro ci sono anche particolari legami con il partito democratico di cui Vassallo si onorava della dell’amicizia del collegamenti politici e personali che però non lo hanno mai aiutato.
C’è anche qualche testimonianza da parte di esponenti del Pd, c’è stata una lettera di Zingaretti a favore di Vassallo.
Qualcuno deve tenere alta la bandiera di questo delitto efferato altrimenti rimane nell’oblio ed è un grandissime dispiacere per la persona ed anche per tutto quello che ha creato.
Il Procuratore antimafia “Si deve tenere alto il ricordo, la pressione, altrimenti visti i tempi biblici e delle nostre indagini qualcosa si perde, mi ricollego anche a borsellino-falcone delitti celebri, che sono rimasti un simbolo, però se non ci fosse la sorella Maria Rita Borsellino e i parenti di Falcone che appunto portano avanti con fondazioni ed istituti le loro bandiere qualcosa ci sarebbe perso, sarebbe finito nel dimenticatoio”.
“La diffusione degli stupefacenti nel suo territorio, motivo per cui inveiva contro le forze dell’ordine, non li vedeva capace di contrastare questo enorme carico criminale, Angelo Vassallo era pronto a sfidare chiunque, si metteva da parte non pensando che poteva correre dei rischi in prima persona”.
“Un libro che mi è piaciuto tanto, continua il procuratore, da cui ho tratto tanti spunti sono stati bravi sia Vincenzo che Dario, anche sulle risultanze investigative, tant’è che altre procure si sono informate e hanno preso spunto dalle loro iniziative.
Addirittura il progetto dell’ambiente è stato adottato a modello da parte di altre istituzioni anche da parte degli Stati Uniti  il riconoscimento della battaglia che lui ha fatto e che gli è costata la vita, la medaglia d’argento sull’ambiente è stata la dimostrazione dell’efficacia del suo lavoro”.
Oggi non c’è chi non sappia chi è stato il sindaco pescatore.