A Mario Martone il premio BPER Napoli

E’ stato assegnato a Mario Martone il Premio BPER Napoli con la motivazione :“per aver ridisegnato la narrazione e l’identità del territorio napoletano attraverso i linguaggi del Teatro e del Cinema” che continua “ Martone ha dato alla narrazione una profondità tale che questa città ancora non aveva, come hanno notato intellettuali come Raffaele la Capria, è grazie a lui che possiamo avere tra i cineasti campani , autori come Paolo Sorrentino Edoardo de Angelis e molti altri ancora”.


La lusinghiera motivazione con cui è stato assegnato al regista napoletano la seconda edizione del Premio Bper Napoli ideato dall’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli insieme con Bper Banca ed assegnato a un personaggio (attore, regista, autore, sceneggiatore o altro) che negli ultimi anni abbia raccontato Napoli sul piccolo o sul grande schermo.
La premiazione in diretta streaming in occasione della presentazione della settima edizione del Master in Cinema e Televisione diretto da Nicola Giuliano, del riconoscimento ideato con Università Suor Orsola Benincasa,
Al regista nella intervista precedente la consegna del premio è stato chiesto cosa pensasse del nuovo sindaco cui ha fatto i migliori auguri ma non vivendo la città ancora non mi sento di dare un giudizio ne riparliamo fra cento giorni e vediamo cosa succederà.
Sto vivendo un periodo d’oro perché tra le prove al San Carlo e gli ultimi film, ad esempio “ Il sindaco di rione Sanità” e “Qui rido io” ho la possibilità di vivere e di ambientare la mia produzione in questa meravigliosa città,  anche se vivo a Roma sono napoletano purtroppo per lavoro non ne vivo la quotidianità.
Il mio rapporto con Napoli negli ultimi anni è stato un po’ distante, la frequento da artista, quindi sul piano istituzionale la conosco poco,
Le istituzioni comunque in questo periodo si stanno rialzando vedi il San Carlo, il Trianon”, lo Stabile con Roberto Andò, si stanno rialzando, speriamo che il nuovo sindaco saprà, istituzionalmente parlando, dare il contributo fondamentale.
Napoli ha da sempre una posizione privilegiata nella mia produzione ed anche la compagnia di Toni Servillo ha fatto sì che ad esempio nelle ultime scene di “qui rido io” abbia dato una parte fondamentale nella sceneggiatura.
Ora ad esempio sto preparando l’Otello, racconta il regista, per il San Carlo con Jonas Kaufmann, il più grande tenore al mondo, e torno con la mente al 1982, ascoltando la stessa musica dell’Otello che feci con Andrea Renzi allora con il volto dipinto di nero”.
Secondo il regista Pannone,  “Sin dal suo esordio alla regia con “in Morte di un matematico napoletano (1992) Mario Martone ha sovvertito le convenzioni cinematografiche in un completo riesame dell’identità napoletana contribuendo in maniera decisiva a trasformare Napoli nel fiorente centro di produzione cinematografica che i numeri odierni ci raccontano”.
Da ultimo aver lanciato e vinto la grande sfida, anche pedagogica, di trasportare sul grande schermo la storia del teatro napoletano (da De Filippo a Scarpetta) rende Martone uno dei migliori Maestri per i giovani che si affacciano alle diverse professioni del cinema e della televisione».
“Fare per imparare” è il motto che, come anticipa il direttore scientifico Arturo Lando, “riassume la metodologia didattica del Master che rappresenta, senza dubbio, l’unico percorso accademico italiano di alta formazione interamente tecnico-pratico, basato esclusivamente sulla realizzazione di lavori audiovisivi, sull’acquisizione di contatti lavorativi sin dal primo giorno di lezione e sullo svolgimento di esperienze on the job con numerosi partner esterni”.
Hanno preso parte alla presentazione che si è tenuta giovedi con Mario Martone, Gianfranco Pannone regista e Arturo Lando coordinati dalla giornalista Laura Valente, esperta di arti performative e management culturale.