Come pietra paziente, in scena il dramma delle donne afghane

Ha esordito mercoledì 10 al Teatro Marconi di Roma lo spettacolo “Come pietra paziente”, tratto dal romanzo “Pietra di pazienza” di Atiq Rahimi, autore e regista afghano. Il lavoro, sostenuto dalla Regione Lazio con il Fondo Unico 2021 sullo Spettacolo dal Vivo, è un progetto della Tehuana srls, nata nel gennaio 2017 dall’esperienza trentennale di Claudio Insegno, e porta in scena la dolorosa esistenza della donna afghana.

Seguiranno poi le repliche al Teatro 7 OFF (dal 2 al 5 dicembre 2021) e al Teatro Tor Bella Monaca (dal 6 al 9 dicembre 2021).

Nella mitologia persiana, la pietra di pazienza (sang-e sabur in originale) è una pietra che si tiene accanto, per confidarle sofferenze, malesseri, dolori, segreti; la pietra ascolta, assorbe, e verrà un giorno in cui esploderà: quello è il giorno in cui si viene liberati.
La protagonista, interpretata da Alessia Navarro, è una donna che trascorre la sua esistenza vegliando il marito, che giace senza conoscenza a causa di una pallottola in testa. Siamo tra le mura di una modesta abitazione, circondata dai rumori incessanti della guerriglia che imperversa nei dintorni. Finalmente libera di parlare, non più impaurita dalla sua opprimente presenza, la donna può parlargli a cuore aperto, e confessargli timori e paure, ansie e rabbie, segreti e bugie, alternando amore e rimprovero, dolcezza e rancore. E’ un monologo aspro e doloroso, che trova interruzione solo nella seconda parte dello spettacolo, quando il mondo esterno fa irruzione in questo spazio privato, sotto forma di due uomini armati. E la donna, per aver salva la vita, sarà costretta ancora a mentire. Si tratta dunque di un cupo viaggio negli abusi culturali che permeano la vita della donna afghana, privata di ogni diritto e lesa attraverso la sistematica negazione della propria dignità, identità, libertà.

Ad affiancare la Navarro – anche doppiatrice, come del resto suo marito, Pino Insegno – ci sono Fabio Appetito, Marcello Spinetta e Kabir Tavani; la regia è di Matteo Tarasco, cui si devono anche la traduzione e la drammaturgia del testo.
“Interpretare questo ruolo è innanzitutto un atto di grande responsabilità, non solo nei confronti del lavoro svolto, quanto nei confronti di ciò che la storia narra”, commenta Alessia Navarro a proposito del suo ruolo. “Una storia cruda, violenta, drammatica e veritiera sulla condizione di una donna in particolare, inserita all’interno di un contesto storico e sociale determinato. Un viaggio all’interno dell’animo femminile capace di allargare il proprio raggio d’azione verso orizzonti più ampi e sentimenti universali quali la solitudine, la sottomissione, l’impossibilità di esprimere le proprie opinioni e le proprie idee. In definitiva, si tratta di una presa di coscienza per meglio comprendere i sentimenti delle molte donne costrette a negare la propria presenza nel mondo”.

Va segnalato che il progetto ha il sostegno della Comunità Afghana in Italia e di diverse realtà impegnate quotidianamente nella difesa dei diritti delle donne, italiane e straniere, nei processi di accoglienza, inclusione, empowerment e autonomia loro dedicati: Nove Onlus, Associazione Carminella, Rising – pari in genere, Cooperativa Sociale Magliana Solidale, Casa Internazionale delle Donne.
E sarà proprio alla Casa Internazionale delle Donne che si terrà l’incontro di presentazione del progetto, in programma il prossimo 24 novembre 2021, dalle 17 alle 19: un’occasione di dialogo e di confronto sul tema fondante dello spettacolo – la condizione femminile tra abusi e autodeterminazione; un tema estremamente attuale ed al tempo stesso tristemente trasversale, a poche ore dalle celebrazioni per la Giornata Internazionale contro la Violenza sulle Donne, prevista per il 25 novembre.