Napoli, a Palazzo Reale si è discusso di prospettive digitali e fake news

Si parla di Grande Bellezza nel Palazzo Reale di Napoli per il festival di CasaCorriere.
Candida Morvillo modera un parterre di professionisti Massimo Osanna, Direttore Generale dei Musei MIC, Christian Greco, Direttore Museo Egizio di Torino, Vincenzo Trione, Critico d’Arte Corriere della Sera, Mario Epifani, Direttore Palazzo Reale Napoli, Maarten van Aalderen, Presidente Stampa Estera Italia e Corrispondente De Telegraaf, Michele Pontecorvo, Presidente Fai Campania e Vice Presidente Ferrarelle S.P.A

Le sfide legate a una fruizione rinnovata dei musei e dei beni culturali in generale Candida Morvillo lancia il tema del futuro della cultura, il digitale ci permette di esplorare nuove vie per i musei, il virtuale, l’e-commerce ed anche il Palazzo reale intende seguire questa linea nel prossimo futuro.
Mario Epifani, direttore Palazzo Reale “la parola fondamentale per il futuro dell’ on-line, il digitale rappresenta una opportunità assolutamente straordinaria per accostarsi ai musei in una maniera assolutamente innovativa, ad esempio attraverso forme di immersività come la realtà aumentata”.
“Per aprirsi a questo nuovo mondo c’è bisogno di anche di altre professionalità, non soltanto di storici dell’arte, di archeologi, i nostri mestieri in qualche modo tradizionali c’è bisogno di lavorare insieme con informatici, con esperti di scienze umane per costruire per pensare un uso davvero diverso delle strutture museali”.
Vincenzo Trione, Critico d’Arte Corriere della Sera,
“C’e bisogno anche per i musei di progetti specifici di una nuova legge che permetta anche ai musei di lavorare non solo con alle figure tradizionali come gli archeologi , dobbiamo prendere i giovani nativi digitali che sanno e conoscono le esigenze dei loro coetanei e non meravigliamoci se non vengono al museo perché sono venuti attraverso le gite scolastiche di cui non ricordano nulla, invece vanno fatti dei progetti con i linguaggi adatti a loro, per questo bisogna pensare a assumere ragazzi competenti i cosiddetti “millennials” che sappiano parlare linguaggi linguaggi diversi e nuovi che possono parlare a tutti e non soltanto ai professionisti o agli amanti della materia”.
Nella Cappella Palatina di Palazzo Reale un pilastro del giornalismo professionista illustra un argomento molto controverso dal titolo :
“Franco di Mare e le fake news” ovvero il meccanismo del fact-checking, una volta era una questione di strategia editoriale si trattava di camuffare, ti davano due notizie vere e attraverso un percorso psicologico si creava  una terza notizia che era ovviamente fasulla , meccanismo mentale perverso, che appunto dovrebbe essere smontato dai meccanismi di fact-checking”.
“Viene abilmente manipolato per far sì che la notizia che si vuole lanciare in conclusione è una notizia non veritiera”.
“Altro argomento molto discusso , la teoria dei dei complotti, subentra anche la psicologia, c’è una qualche morbosità nel discorso delle fake news perché in realtà il seguace convinto delle fake news è uno che cerca conferma dei suoi sospetti”.
“Vi  spiego il  successo delle fake news, c’è un mondo di complotti , dobbiamo chiederci per quale motivo ci piacciono tanto e sulla loro teoria ci sarebbe tanto da dire”.
“Uno dei più importanti studi sulle teorie del complotto è stata fatto dall’università di San Diego , si è partiti dal perché l’idea di complotto ha tanto successo, in realtà la mente umana non è fatta strutturalmente per accettare nozioni complicate davanti alle enormita delle informazioni che ci circondano, si cerca solo la soluzione semplice, che è sempre la migliore”
“Allora preferisco qualcuno che mi dica che c’è un complotto ed è tutto più facile davanti all’idea del complotto che trova una spiegazione a qualche cosa di complicato che quindi è così complessa che mi pone davanti l’idea che io non ho capito quindi molto più semplice pensare che ci sia un complotto dietro”.
“Il fact-checking impone un obbligo di verifica e di controllo da parte di noi giornalisti professionisti e non sempre però riusciamo a farlo perché la fretta spesso è cattiva consigliera e ci impone di dare la notizia in velocità”.
“Quello che ci troviamo ad affrontare oggi noi professionisti come baluardo a difesa delle notizie di cui siamo bombardati dalle notizie, è che dovremmo filtrarle , ci troviamo a combattere in una marea di fake news in cui dovremmo incominciare a dire per ogni articolo ciò che è vero da ciò che non lo è perdendo un sacco di tempo, abbiamo davanti notizie contraddittorie che meriterebbero un approfondimento che però facciamo fatica a fare”. 

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