“Il Bambino nascosto”, i protagonisti si raccontano a Napoli

Alla fondazione Premio Napoli , la presentazione del film ” Il bambino nascosto” tratto dal romanzo omonimo del regista Roberto Andò. Una conversazione tra il regista, il presidente della fondazione Domenico Ciruzzi, Silvio Orlando e il bambino Giuseppe Pirozzi, moderato egregiamente da Concita Sannino.

Gabriele Santoro ( Silvio Orlando) vive in un quartiere popolare di Napoli ed è titolare della cattedra di pianoforte al Conservatorio San Pietro a Majella.
Una mattina un bambino di dieci anni si insinua nel suo appartamento e vi si nasconde, il maestro decide di nasconderlo in casa, ingaggiando una singolare e tenace, sfida ai nemici di Ciro scoprendo presto che il bambino è figlio di un camorrista.
Un racconto che ti costringe a prendere una posizione, un dramma tra due personalità tra due personaggi che si sono nascosti all’interno del loro mondo, un professore e un bambino che scappa in seguito a uno scippo per paura di essere trovato.
Il secondo aspetto è la voglia di paternità del protagonista che non è mai stata soddisfatta e anche se il bambino interrogato sul perché della fuga non risponde mai, gli darà comunque protezione.

Uno degli aspetti piu interessanti è la delicatezza con cui entrambi affrontano il problema dal loro punto di vista.
La paura di due personalità che non sanno come affrontarsi reciprocamente perché si sono chiuse in loro stessi e hanno dato vita ad un dialogo un confronto molto vivo in cui sono rimasti loro stessi, Silvio Orlando da attore navigato riesce a dare un’interpretazione rimanendo a se stesso e il bambino ha stupito piacevolmente in quanto si è molto ben calato nella parte.
La Sannino da sapiente moderatrice ha chiesto al protagonista se questo film lo abbia riconciliato col cinema, “ è un personaggio in cui mi sono molto calato nella parte” e uno dei tratti molto particolari è il candore con cui questo professore si avvicina al bambino.
Hai confessato in una precedente intervista, chiede la Sannino al regista Roberto Andò, con grande coraggio che nel film non deve trasparire nulla sulla vita del professore non si deve capire che il professore è omosessuale, c’era il timore che questo rapporto potesse uscire fuori, si capisce qualcosa sullo sfondo, ma hanno ben plasmato i personaggi per non dar alito a nessuna morbosità al personaggio,
non deve trapelare nulla che non sia un rapporto di amicizia fra i due.
Lavorare con i bambini è molto difficile ma possono dare anche immense soddisfazione.
Secondo il bambino Giuseppe quello che gli ha colpito di più nella lavorazione è stata la naturalezza sul set che è sfociata poi su un rapporto di amicizia.

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