A Carditello la nuova “Via della seta”

Un parterre di altissimo livello, Luisella Pavan-Woolfe, direttrice della Sede italiana del Consiglio d’Europa, Nicola Caputo Assessore all’Agricoltura della Regione Campania, Luigi Nicolais, presidente Fondazione Real Sito di Carditello; Vincenzo D’Angelo, neo sindaco Comune di San Tammaro, moderati da Roberto Formato direttore del sito, per discutere al convegno tenutosi alla Reggia di Carditello, e intitolato “Via Europea della Seta: Gelsicoltura e bachicoltura – nuove opportunità”.


Sono intervenuti Marta Ragozzino, direttrice generale Musei Campania, Silvia Cappellozza, primo ricercatore Consiglio per la Ricerca in Agricoltura e l’Analisi dell’Economia agraria, Centro Agricoltura e Ambiente (CREA-AA), Germana di Falco, Comitato nazionale Bioeconomia e coordinatrice CNPA Campania; Jolanda Capriglione, presidente Club per l’Unesco di Caserta e consulente-storico Rete “San Leucio Textile”; Gustavo Ascione, presidente Rete “San Leucio Textile”; Roberto Mazzei, Coldiretti (PSR & Innovazione Campania).
Dopo essere stata salvata dall’abbandono e valorizzata, la Reggia borbonica di Carditello, situata nel comune di San Tammaro (Caserta), si candida ad entrare a far parte della Via Europea della Seta, il nuovo itinerario culturale promosso dal Comune di Venezia con il supporto della sede italiana del Consiglio d’Europa, organismo che conta 47 membri, una sorta di “sorella maggiore” dell’Unione Europea a 27 Stati.
Carditello da sito abbandonato e regno della malavita a territorio rivalutato, divenuto “Real Sito”, sede dei carabinieri a cavallo, ripulito dall’amianto e ora sede di concerti, passeggiate turistiche e un brand che vuole rivalutare il territorio.
Il progetto “La via della seta” è partito alcuni anni fa ma ancora non operativo con la certificazione da parte del Consiglio d’Europa che si attende a breve, ma anche delle connesse attività di bachicoltura e gelsicoltura, cosi da far partire gli itinerari storici cui non è facile aderire.
Ecco perché Carditello si è candidata, vista la sua storia , anche travagliata, ma pregna di significati , un territorio pieno di tradizioni, storia ma anche potenzialità di innovazione e sviluppo sostenibile, peraltro qui si è fatto un miracolo rilanciando questa bellissima Reggia”.
«Gli Itinerari culturali del Consiglio d’Europa – spiega la direttrice Pavan-Woolfe, sono uno strumento di dialogo interculturale, cooperazione transnazionale, sviluppo sostenibile e recupero del patrimonio materiale e immateriale europeo unico nel suo genere».
La certificazione è una garanzia di eccellenza è un traguardo di attività e progetti innovativi nel quadro di cinque settori d’azione prioritari: cooperazione in materia di ricerca e sviluppo; valorizzazione della memoria, della storia e del patrimonio europeo; scambi culturali e educativi per i giovani europei; pratiche artistiche e culturali contemporanee; turismo culturale e sviluppo culturale sostenibile.
Sono 45 gli itinerari culturali certificati dal Consiglio d’Europa dal 1987 ad oggi,  di cui ben 29 passano in Italia, dove queste iniziative hanno riscosso maggior successo, anche perché ricco di storia, gli itinerari culturali, dunque, rappresentano un vero e proprio invito al viaggio e alla scoperta del patrimonio culturale europeo.
Carditello e il Casertano in particolare San Leucio già possiedono un patrimonio di produzione e commercializzazione della seta, quindi sarebbe fondamentale essere inseriti nel nuovo itinerario, perché ciò avrebbe ricadute anche sul piano turistico e quindi economico.

“La nuova via della seta è una iniziativa di notevole merito – a parlare è Nicola Caputo, assessore Agricoltura della Regione Campania, basti pensare che la gelsicoltura oggi si avvale di nuove conoscenze e persegue nuovi utilizzi, ad esempio quella di prodotti freschi o trasformati delle more, che possiedono importanti proprietà nutraceutiche, o anche la produzione di bioplastiche dai residui di potatura dei rami.

È necessario non solo rivalutare ed incentivare le coltivazioni di gelsi per l’allevamento del baco da seta, ma anche sviluppare politiche a sostegno dei giovani che intendono intraprendere attività in questo settore”.
Silvia Cappellozza, primo ricercatore Consiglio per la Ricerca in Agricoltura e l’Analisi dell’Economia agraria, Centro Agricoltura e Ambiente (CREA-AA).
“Dopo un oblio lungo 50 anni, in Italia si cerca di riportare in vita la produzione della seta, la lavorazione della seta in Cina viene prodotta senza il minimo rispetto delle condizioni di lavoro come sappiamo  la Cina è uno dei tre paesi produttori quasi in monopolio , successivamente vengono Brasile e India ma la qualità di queste ultime non è all’altezza di quella cinese e per permettere al mercato europeo di ottenere la qualità eccellente ci sono stati notevoli contatti con il governo e con le partnership cinesi”.
“Per cui, visto che era così difficile l’importazione abbiamo provveduto e spinto  sull’innovazione tessile costruendo nuovi canali, nuove vie , puntando sulla formazione del personale, è nata quindi una produzione italiana della seta e dei gelsi certificata e controllata ma soprattutto con l’uomo in cima alla catena produttiva.
Secondo il direttore Formato, “Carditello è un luogo direttamente collegato all’antica arte serica, in connessione con la tradizione della vicina San Leucio, stiamo sviluppando numerosi progetti con il Consorzio San Leucio Silk, Club per l’Unesco e Coldiretti Caserta per stimolare i giovani agricoltori, coinvolgendoli in attività di gelsicoltura e bachicoltura, e rilanciare la produzione”.
Abbiamo già impiantato un migliaio di piantine, promuovendo il Sentiero dei gelsi che unisce la Reggia di Carditello alla stazione di Capua, Il gelso ha rappresentato per secoli una risorsa di immenso valore per la Campania Felix e oggi intendiamo rilanciare questa vocazione.
E’ un progetto ambizioso che comprenderà gli itinerari di produzione e commercializzazione della seta in Europa attraverso quattro temi principali: l’attività tessile- dall’artigianato all’industria, l’innovazione, le tecnologie, il mondo del lavoro.

L’allevamento del baco da seta può dare nuovo impatto sul sociale, economico, agricolo e paesaggistico, nella seta come nella pittura, la moda e il design, la ricerca e lo sviluppo nella produzione.

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