G20 a Napoli su Ambiente Clima ed Energia

Mai in un “Communiqué” del G20 così tanti temi insieme: biodiversità, finanza sostenibile, uso efficiente delle risorse ed economia circolare , marine litter, rete di esperti ambientali Unesco, network voluto dall’Italia, appello per il ripristino dei suoli degradati, gestione sostenibile delle acque, impegnandosi a perseguire l’accesso equo all’acqua potabile.


“Una società prospera, inclusiva, resiliente, sicura e sostenibile che non lasci indietro nessuno”: così i ministri dell’ambiente e dell’energia dei grandi Paesi della
Terra, riuniti dalla Presidenza italiana del G20 a Napoli, in presenza e da remoto, hanno
sottoscritto il documento finale della ministeriale Energia e Clima.
I Paesi del G20 rappresentano più dell’80% del PIL mondiale, il 75% del commercio globale e il 60% della popolazione del pianeta e sono: Arabia Saudita, Argentina, Australia, Brasile, Canada, Cina, Corea del Sud, Francia, Germania, Giappone, India, Indonesia, Italia, Messico, Regno Unito, Russia, Stati Uniti, Sud Africa, Turchia e Unione Europea. A questi si aggiunge la Spagna, che è un invitato permanente del G20.
Hanno riaffermato gli impegni dell’Accordo di Parigi come il faro che dovrà condurre fino a Glasgow, dove si svolgerà, la COP 26, con un obiettivo comune che è mantenere la temperatura del pianeta tra il grado e mezzo entro il prossimo decennio al di sopra dei livelli preindustriali e concordano nell’aumentare gli aiuti ai paesi in via di sviluppo affinché nessuno resti indietro.
Le nazioni G20 riconoscono il ruolo chiave che pacchetti nazionali ben progettati per la ripresa svolgono nel guidare le azioni a breve termine e nel definire e supportare strategie a lungo termine per il raggiungimento degli obiettivi dell’Accordo di Parigi, facendo leva anche sulle opportunità offerte da tecnologie innovative e all’avanguardia.
Il G20 Ambiente si è sviluppato lungo tre macro-aree biodiversità (con salvaguardia degli ecosistemi), uso efficiente delle risorse e finanza sostenibile.
Un documento che mette insieme, su temi divisivi come la transizione energetica, i cambiamenti climatici e la necessità di tenere la temperatura del Pianeta entro il prossimo decennio sotto il grado e mezzo, con paesi tra di loro molto distanti, non solo geograficamente.
Punti di accordo da cui partire, azioni contro il cambiamento climatico, accelerare le transizioni verso l’energia pulita, ripresa sostenibile e inclusiva e soluzioni tecnologiche energetiche innovative, sfruttare le opportunità offerte dalle tecnologie innovative in linea con gli obiettivi dell’ accordo di Parigi e si ribadisce l’urgente necessità di promuovere una mobilità sostenibile e conveniente.
C’è stato un lavoro molto intenso tra l’inviato sul clima del presidente Biden, John Kerry, e il ministro italiano della Transizione ecologica, Roberto Cingolani, che hanno contattato uno per uno i delegati dei paesi per arrivare ad un documento condiviso.
Kerry ha lasciato il Palazzo Reale di Napoli con una premessa tra buona parte dei paesi sul 90 % degli argomenti, e , notizie confermate dallo stesso Ministro in conferenza stampa, tutti i grandi del paese, Cina compresa, anche se era presente in streaming, a fronte dei cambiamenti climatici che stanno avvenendo di fronte a tutti noi, hanno firmato l’accordo.

il Ministro consapevole di quanto sarebbe stato importante firmare un accordo di massima, a guida Italia, ha lavorato fino all’ultimo per definire gli ultimi dettagli con i paesi più ostici , l’opposizione più dura a una posizione condivisa su energia e clima durante il G20 Ambiente è venuta dall’India, paese emergente che dipende dagli idrocarburi per la sua crescita economica, ma compreso l’ok della Cina sulla decarbonizzazione, che ha fatto scattare l’applauso dei presenti, all’accordo finale nell’ultima giornata del meeting, ha permesso di superare anche le resistenze indiane. 

«Su 60 articoli – ha però spiegato  il ministro della Transizione ecologica Cingolani – due sono stati estratti perché non è stato possibile trovare l’accordo, alcuni punti sono stati rinviati ai livelli di decisione politica più alta del G20 dei capi di Stato, oggettivamente è stato un ottimo risultato, che mi onoro di aver suggellato.
Abbiamo lavorato ininterrottamente per cercare di trovare un’intesa e abbiamo incontrato tutti i ministri del G20, cambiato tavole rotonde per discutere su punti critici.
Abbiamo ottenuto un accordo che credo sia assolutamente senza precedenti perché per la prima volta il G20 accetta che clima e politica energetica sono strettamente connessi»
Questo accordo è fondamentale per aprire la strada alla Cop 26», la conferenza sul clima delle Nazioni Unite, Cop 26, che si svolgerà a Glasgow a novembre. 
IL Mite in conclusione ha lasciato uscire la notizia per cui “È stato dunque raggiunto l’accordo sul documento finale su energia e clima”.

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