WWF: SEQUESTRATI MEZZI DI PESCA VIEATATI IN AREA PARCO

Ancora controlli del Nucleo Provinciale Guardie Giurate del WWF Italia nell’area del Parco Regionale del Fiume Sarno ed in particolare nei territori che costeggiano le tre sorgenti, poiché aree di riserva integrale, dove unitamente all’Ente Parco (Ente  istituito con Decreto del Presidente della Giunta Regionale della Campania n. 780 del 13 novembre 2003) è stata avviata una azione di controllo ed informazione finalizzata a far conoscere e comprendere le norme di salvaguardia di un Ente che per legge è preposto alla gestione di una vastissima area geografica che interessa ben undici comuni tra cui  Sarno, San Valentino Torio, San Marzano sul Sarno, Angri, Scafati, Nocera Inferiore (appartenenti alla Provincia di Salerno) ma, anche Striano, Poggiomarino, Pompei, Torre Annunziata e Castellammare di Stabia, (appartenenti alla Provincia di Napoli).

Si tratta di una vasta area suddivisa ai sensi della L.R. n. 33 del 1°settembre 1993, in tre zone, area sottoposta ad un particolare regime di tutela in relazione ai valori naturalistici, ecologici, geomorfologici ed ambientali delle rispettive aree: zona “A” – Area di riserva integrale; zona “B” – Area di riserva generale orientata e di protezione, zona “C” – Area di riqualificazione dei centri abitati, di protezione e sviluppo economico e sociale.

Purtroppo ciò nonostante,  si assiste molto spesso ad interventi dell’uomo che lo modificano, lo trasformano, lo inquinano.

Proprio per contrastare tali fenomeni a seguito di alcune segnalazioni, le Guardie Giurate del WWF Italia unitamente a personale dell’Ente Parco, hanno accertato la presenza di alcuni scarichi inquinanti ma, anche la presenza di nasse da pesca illegali.

Gli Agenti non appena individuati gli strumenti di pesca hanno provveduto a verificare la presenza di persone sul posto ma, trattandosi di strumenti che vengono calati in acqua per poi essere recuperati dopo molte ore, hanno proceduto al recupero e successivo sequestro giudiziario di “due nasse” ed alla identificazione catastale del fondo agricolo che costeggiava il Rio Santa Marina, poiché coltivato e quindi con un conduttore.

Trattandosi di strumenti illegali utilizzati in area parco ma, anche area di riserva integrale, il personale operante procedeva immediatamente alla liberazione dei crostacei imprigionati ma anche dell’itticofauna presente all’interno. Dopo i primi accertamenti e l’iniziale sequestro a carico di ignoti, il personale WWF e dell’Ente Parco hanno proseguito i controlli al fine di verificare la presenza di alcuni scarichi abusivi che erano stati segnalati in forma anonima.

Il controllo anche in questo caso ha riservato importanti sorprese consentendo di individuare due scarichi dai quali fuoriuscivano ricche di sedimenti che determinavano un evidente fenomeno di inquinamento delle acque del Rio Santa Marina.

Il personale dopo le procedure di rito ha predisposto ed inoltrato alla Autorità Giudiziaria una dettagliata denuncia a carico di ignoti per l’illecita attività di pesca abusiva mentre per la presenza di scarichi inquinanti si procederà con ulteriori accertamenti finalizzati ad identificare l’esatta provenienza oltre che la natura delle sostanze inquinanti.

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