Vinitaly: A Mattarella e Zaia il Raboso dell’AIPD

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha aperto il Vinitaly cogliendo molti aspetti anche di carattere politico ed economico nell’attività vinicola in Italia, che ha avuto la capacità di innovarsi e di non farsi imporre standard dall’esterno.

Eppure, ha notato il capo dello Stato che ha parlato davanti al ministro dell’Agricoltura Martina, il sindaco di Verona Tosi e della Regione Zaia, 30 anni fa quando scoppiò lo scandalo dell’adulterazione al metanolo sembrò che la crisi avrebbe soffocato l’intero settore.

La chiave del successo è l’innovazione tecnologica, il ricorso alla e-commerce, la diffusione dei blog e dei siti web di una sempre più vasta comunità diappassionati. E poi l’internazionalizzazione che è il tema quest’anno di Vinitaly.  Il presidente della Repubblica ha spiegato che il vino oggi è società, impresa e ambiente. «Il dissesto idrogeologico e il degrado ambientale sono nemici della qualità italiana: nel contrasto ai processi degenerativi l’agricoltura ha un ruolo decisivo». Il vino è anche occupazione e infatti «tanti giovani sono entrati nel settore portando competenze entusiasmo e tecniche innovative». Il vino e anche cultura e buona alimentazione.

Infine il capo dello Stato ha voluto sottolineare il ruolo delle tante donne imprenditrici nel settore e la produzione che avviene pure in carcere, come nel penitenziario di Gorgona. Un passaggio particolare è stato dedicato a quelle cooperative che coltivano le terre che prima appartenevano alla criminalità organizzata.«Vi sono autentiche rivincite della legalità che hanno il nome di vini prodotti nelle terre confiscate alla mafia».

Momento del tutto particolare e ricco di significati si è infatti avuto quando il Presidente della Repubblica e il Presidente della Regione Veneto sono stati avvicinati da Stefano, una ragazzo dell’Associazione Italiana Persone Down, che ha consegnato al Presidente della Repubblica una bottiglia del vino prodotto dai ragazzi dell’Aipd, che coltivano un vigneto in totale autonomia in un’azienda agricola del trevigiano. I ragazzi dell’AIPD sono ospitati anche quest’anno nello spazio istituzionale del Veneto, da 11 anni producono dalla vendemmia fino all’imbottigliamento con etichette da loro realizzate. Anche quest’anno offriranno al Vinitaly il loro Raboso in cambio di sostegno alla loro causa e alle loro attività.