Italia Nord Est

VENETO: PREMIATI ISTITUTI DEL CONCORSO SU CENTENARIO GRANDE GUERRA


Sono 21 le scuole primarie e secondarie, statali e paritarie, vincitrici del concorso regionale indetto dall’assessorato all’Istruzione e Formazione della Regione Veneto sul centenario della Grande Guerra.

Oggi, a villa Contarini, a Piazzola sul Brenta (Pd), l’assessore regionale all’Istruzione ha premiato le scolaresche che hanno presentato i migliori elaborati sul tema “1915: entrata in Guerra dell’Italia e il coinvolgimento del Veneto nel conflitto”. Per le scuole primarie, ha vinto il 1º premio la IV novembre di Campese dell’istituto comprensivo 3 di Bassano del Grappa, con l’elaborato “Oltre i confini del vento”,per le scuole secondarie di primo grado, l’istituto comprensivo Dante Alighieri di Cologna Veneta con l’elaborato “Parole, immagini, suoni della Grande Guerra”; per le scuole secondarie di secondo grado, l’istituto tecnico industriale Giacomo Chilesotti di Thiene con l’elaborato “Asiago in guerra: storie di profuganze”.

Gli elaborati sono stati valutati da una commissione di esperti. Ai primi classificati è stata assegnata la somma di 2 mila euro; ai secondi di 1.500 euro; ai terzi di 1.000 euro e ai classificati al 4°, 5°, 6° e 7 ° posto 500 euro, per un monte premi complessivo di 19.500 euro.

“Una bellissima seconda edizione – commenta l’assessore regionale – che ha visto una straordinaria partecipazione da parte delle scuole venete, e la realizzazione di ottimi elaborati perché la storia della Grande Guerra è avvertita come un evento prossimo, sia temporalmente che geograficamente, capace di suscitare ancora coinvolgimento emotivo e domanda di conoscenza e approfondimento. Nel premiare gli elaborati, davvero pregevoli, e i loro autori – prosegue la responsabile delle politiche scolastiche della Regione – ho invitato i ragazzi a dare un nuovo senso alla parola Patria, come fecero i loro coetanei di allora che, anche se non sapevano per cosa andavano a combattere, sapevano con certezza che era un loro dovere, perché dietro alla parola Patria erano grandi motivazioni, il destino delle loro famiglie, il futuro delle loro terre, il rispetto per lo Stato. Oggi possiamo dare un senso nuovo alla parola ‘patria’ insegnando ai più giovani il rispetto delle regole, il senso del dovere, lo spirito di sacrificio e il valore della divisa che oggi indossano le nostre forze dell’ordine. Da questo approccio culturale possiamo far rinascere la nostra nazione”.