VENETO: PICCOLI COMUNI, INCONTRO IN REGIONE

Le difficoltà che i piccoli comuni si trovano ad affrontare sono state al centro del confronto che si è svolto a Palazzo Balbi a Venezia tra il vicepresidente della Regione del Veneto Gianluca Forcolin e una delegazione dell’Associazione Nazionale Piccoli Comuni d’Italia (ANPCI), guidata dalla presidente nazionale Franca Biglio e composta da amministratori locali veneti, tra cui il referente dell’ANPCI per il Veneto Dario Scopel, sindaco di Seren del Grappa.

Critico il giudizio sulla cosiddetta riforma Del Rio che ha di fatto creato disordine territoriale, aggiungendo difficoltà a difficoltà all’azione amministrativa degli enti locali. L’ANPCI ha sostenuto la necessità di applicare i costi standard a tutti i Comuni. Questo darebbe agli enti locali l'autonomia di operare nel limite del rispetto dei costi standard. Posizione che il vicepresidente Forcolin ha definito condivisibile, ricordando che il Veneto in ogni sede e tavolo romano ha portato avanti la battaglia dei costi standard non solo in materia di sanità ma anche per il trasporto pubblico locale, i costi del personale e dei servizi. “Si tratta di una giusta battaglia – ha detto Forcolin – che deve essere combattuta fino in fondo per premiare sempre più l'efficienza e poter misurare con dati concreti le sacche di sprechi”.

Per quanto riguarda i processi di fusione e di aggregazione, nel corso dell’incontro sono stati evidenziati alcuni distinguo. In particolare, Forcolin ha fatto rilevare che la Regione del Veneto non li stimola né li incentiva ma li sostiene e li affianca quando nascono dal basso. “È una funzione importante – ha spiegato – che serve a dare risposte a chi vuole avviare questi percorsi e non lo può fare per mancanza di risorse. Non c’è nessuna forzatura. La legge regionale prevede inoltre il referendum popolare i cui esiti determinano o meno la prosecuzione del processo di fusione”.

Chiarito questo, Forcolin ha condiviso il giudizio negativo sull’assurdità di riforme che hanno scaricato sulle Regioni i costi di scelte sbagliate fatte a Roma. Ciò nonostante la Regione continua a lavorare perché siano garantiti i servizi ai cittadini di grandi o piccoli comuni senza sprechi e ottimizzando risorse e costi. “Su questa strada non può che esserci convergenza di vedute – ha concluso – perché non esiste una dimensione minima dei comuni da eliminare, ma solo inefficienze che, se ci sono, vanno rimosse. E’ questo il faro che indica la direzione da tenere a tutti gli amministratori”.