Ultimo addio a Francesco Caccavale, uomo e galantuomo

Uomo e galantuomo. Come il personaggio principale nell’omonima commedia di Eduardo, così era Francesco Caccavale,

protagonista di un lutto cittadino che ha fatto affluire mezza Napoli in via Toledo, con muri impenetrabili di folla eretti lungo i marciapiedi del teatro Augusteo – dov’è iniziato il corteo funebre che ha visto stretta in un caloroso abbraccio collettivo la moglie Alba, accompagnata da figlio e nipoti – lungo la strada che conduce alla chiesa degli Artisti in piazza Trieste e Trento, fra le navate interne dell’ex basilica reale. Un’atmosfera di tangibile mestizia ha caratterizzato la mattinata con punte di forte commozione, come quando Enzo Acampora, socio di Caccavale, si è accasciato nel foyer per la troppa emozione, subito rincuorato premurosamente dal personale del teatro, o come quando Valentina Stella si è inginocchiata per abbracciare e baciare a lungo il feretro, o quando il fitto parterre di amici, parenti e personaggi dello spettacolo è esploso in due standing ovation che hanno visto tutti in piedi in San Ferdinando per siglare l’ affettuosa omelia del parroco Pasquale Silvestri che ha dichiarato “Francesco pretendeva la Bellezza ed è questo amore che lo porterà in Paradiso” e applaudire il discorso di Giuseppe Caccavale, figlio del re dei teatri partenopei, rientrato con il cuore a pezzi da Amsterdam per l’ultimo addio al padre. “L’avevo visto prima di partire” ha ricordato il giovane sull’altare “e  sorprendentemente lui – che correva sempre e rimandava all’infinito la discussione di questioni anche urgenti di cui si faceva, comunque, totalmente carico – si è seduto tranquillamente a parlare con me, ragionando parecchio su diversi problemi, chiedendo la mia opinione e spingendomi così a dire per la prima volta “papà, non preoccuparti, ci penso io”: oggi questa è la mia missione, proseguire il suo lavoro, camminare nel solco da lui tracciato, sperando di esserne degno, come solo il Tempo potrà accertare”.

Il patron del Teatro Augusteo di Napoli, ricordato da molti come un esempio di grande professionalità e disponibilità all’aiuto dei giovani e dell’Arte

“dovrebbe avere il Teatro Augusteo intitolato a suo nome” come suggerisce sottovoce Vittoria Giancaspro mentre il marito Mauro già direttore della biblioteca di Palazzo Reale ricorda che “due anni fa l’Augusteo è risultato il teatro più frequentato d’Italia e questi sono risultati che evidenziano la grande capacità imprenditoriale di Francesco, un caro amico e una persona estremamente amabile che lascia un vuoto immenso nel nostro cuore”: il proprietario del Teatro Diana, Lucio Mirra ricorda con malinconia “la lunga amicizia che ci ha legato per un doppio ventennio e ci ha visto insieme in produzioni cinematografiche e teatrali, nonché nella comune gestione di tante sale, uniti come fratelli”. Lino Stentardo proprietario di “Ciro a Santa Brigida” rievoca “i 40 anni di frequentazione quotidiana in cui lui, da esigente buongustaio, veniva da me come in un’altra sua casa e faceva spesso incursione nelle mie cucine per assaggiare “in anteprima” le specialità del giorno e decidere cosa ordinare per pranzo” mentre la moglie Francesca ricordando il primo incontro con Caccavale, dovuto a Lino Scarano e risalente a otto lustri orsono, in un teatrino di Portici da lui allora gestito, sospira affranta “l’avevamo già invitato per fine settembre alla celebrazione del nostro 50° anniversario di matrimonio, con l’intenzione di condividere un momento felice e invece siamo qui, con enorme tristezza, a salutarlo per sempre”.

Innumerevoli gli artisti presenti, tra cui Lina Sastri che rimpiange “il caffè inutile”, pretesto usato dal caro amico per incontrarsi in teatro e parlare non solo di lavoro ma anche delle cose della vita, Lucia Cassini che sottolinea “gli ho portato una rosa “ammusciata” come quella che lui voleva vedermi esibire in scena”,  Alan De Luca che rievoca “il nostro comune amore per i cani e i mille progetti fatti insieme per aiutare i canili col ricavato di qualche spettacolo ad hoc che non siamo riusciti a realizzare”, Gino Rivieccio che rammenta “apprezzava molto la cucina di mia moglie Alessandra e ogni volta che veniva a cena da noi erano d’obbligo nel menu la genovese e il riso al curry, mentre io dovevo accompagnarlo alla chitarra per cantare insieme”O’ Guarracino”, la sua canzone preferita”, Valerio Caprara che dichiara “ Francesco era un napoletano vero nell’animo e non nell’esteriorità che fa solo scena, sincero e diretto, senza la falsa giovialità che contraddistingue taluni, orgoglioso della sua napoletanità e della grande tradizione artistica partenopea”.

Tra gli altri volti noti, Luca De Filippo, Christian De Sica, Giacomo Rizzo, Giulio Adinolfi, Pino Caiazzo, l’illusionista Mister Angie, Gigi Savoia, Benedetto Casillo, Gloriana, Pino Moris, la cantante Anna Capasso, il Maestro Gianni Aterrano, il rocker Fabrizio Fierro con la madre Marisa, Salvatore Palomba, Tullio Del Matto, Gino Aveta, Tato Russo, Lello Pirone, Claudia Federica Petrella, Enzo Sanni, gli amici storici fra cui il barone Gaetano Altieri con Adriana, Enzo e Annalisa De Paola, Geppy Cipriani, Paola Quercia, i giornalisti Gianni Ambrosino, Luigi Necco, Diego Paura, Vanni Fondi, Bianca D’antonio, Santa Di Salvo, Peppe Giorgio, i fotoreporter  Ciro de Luca, Gilda Valenza, Marco Sommella, l’ex procuratore Giovandomenico Lepore, i politici tra cui Antonio Bassolino, Maurizio Iapicca, Luciano Schifone, Franco Malvano, Salvatore Ronghi, Francesco Emilio Borrelli, il presidente della Camera di Commercio Maurizio Maddaloni con Ada, Teresa Armato, il vicesindaco Raffaele Del Giudice e l’assessore alla Cultura Nino Daniele, il presidente Agis Luigi Grispello, Peppino Angelone, Marina e Lilly Leone, Angelo Mastro, il titolare dell’Albergo della regina Isabella – in cui Caccavale ha trascorso le sue ultime ore – Giancarlo Carriero con Sandra e Antonella, Salvatore Pica, Sergio Iannuccilli, Ettore Cucari presidente Fiavet, il presidente Lilt Napoli Adolfo Gallipoli D’Errico, Giulia Parente con il marito Filippo, Barbara Cannavale, Pino Barbuto, Carlo Ruosi, Carlo e Mirella Zilberstein, Pasquale e Marcella Manzo, Stefania Cuomo, Giovanna Ciao, Mario Brancaccio, Donatella Rizzo, Loredana Ambrosino, Francesco Bianco, Antonio Pace, il barone Pino Letizia,  Girolamo Marzano, Fortunato Calvino.