Turismo

Tradizioni salentine a S. Vitale a Marittima con Salvatore da Castro


Come da tradizione, luminarie lungo le vie principali, cassa armonica in piazza, due complessi bandistici di cui uno con abbinata cantante lirica, fuochi d’artificio.

Scadute di qualità rispetto al passato, purtroppo, e, perciò, poco invitanti, le bancarelle e/o baracche che propongono, soprattutto, inutili paccottiglie e articoli e oggetti vari palesemente taroccati in confronto alle rispettive griffe autentiche in auge e di moda. Esercizi, ormai interamente in mano a immigrati extra comunitari che cercano, con molta fatica, di arrangiarsi in ogni modo per riuscire a sbarcare il lunario.
Unica eccezione a livello d’attività commerciali, l’immancabile bancarella di Nico, figlio di Gino e nipote di Nicola, situata sempre al medesimo posto, su cui si vendono, da generazioni, nei classici cartocci color marrone, arachidi, noccioline, mandorle e pistacchi, dal gustoso e apprezzato sapore grazie a una sapiente operazione di tostatura.
Festa, quella di S. Vitale, invero non tra le più conosciute e sfarzose della zona e, tuttavia, che travalica, sul piano della frequentazione, gli stretti confini della piccola località d’appartenenza.
Nota di concreta testimonianza a tale ultimo riguardo, la presenza sul far della sera, nella strada principale del paese verso la piazza con la cassa armonica e la banda che va esibendosi in opere sinfoniche, di Salvatore, ultrasessantenne, già operatore ecologico e tutto fare, da poco in pensione, arrivato da Castro, la splendida Perla del Salento, dove è nato e vive, distante circa tre chilometri.
Naturalmente a piedi, come faceva più di mezzo secolo addietro, giacché l’amico Salvatore non ha mai posseduto né un’autovettura, né una moto, né una bicicletta.


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