Tabacco e salute, il tema per la Giornata mondiale contro il fumo 2019

“Non lasciare che il fumo ti tolga il fiato”: è lo slogan, efficace e corredata da un’immagine forte, scelta dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) per rilanciare in tutto il mondo la campagna contro il fumo in occasione della Giornata mondiale senza tabacco 2019.

“Non lasciare che il fumo ti tolga il fiato”: è lo slogan, efficace e corredata da un’immagine forte, scelta dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) per rilanciare in tutto il mondo la campagna contro il fumo in occasione della Giornata mondiale senza tabacco 2019.

Il tabacco uccide ancora una persona ogni 4 secondi, nonostante le pressanti azioni negli ultimi decenni, avviate in molti Stati, per vietarne l’uso in luoghi pubblici e di lavoro e per scoraggiarne comunque l’uso in privato. Su circa 60 milioni decessi l’anno nel mondo, il fumo di tabacco ne provoca più di 8 milioni – al secondo posto tra tutte le cause di morte, dopo le cardiopatie e gli ictus ischemici – e tra questi oltre un milione sono dovuti al fumo passivo. Un numero tanto alto di vittime per il tabacco, sottolinea l’Oms deve angosciare le coscienze, e non di meno la “tremenda sofferenza” causata dalle malattie collegate al fumo e “gli effetti debilitanti che incidono sulla qualità della vita di persone di tutte le età, in ogni regione del globo”.

Da qui l’urgenza di rilanciare la lotta al tabagismo per raggiungere l’obiettivo – fissato dall’Oms – di ridurre su scala globale l’uso del tabacco del 30 per cento entro il 2025. Quest’anno si punta l’attenzione sugli effetti nefasti del fumo sulla salute dei polmoni, minati da malattie respiratorie croniche e attaccati dal cancro. Il fumo di tabacco – anche passivo – è infatti la causa principale di tumori ai polmoni e responsabile per due terzi delle conseguenti morti. Smettere di fumare dopo 10 anni può ridurre della metà il rischio di ammalarsi di tumore rispetto ad un fumatore. Il fumo di tabacco è anche la principale causa delle broncopneumopatie ostruttive croniche (Bpco), una condizione – spiega l’Oms – per cui l’accumulo di muco nei polmoni provoca una tosse dolorosa e gravi difficoltà respiratorie progressive. Il rischio di sviluppare questa invalidante malattia è particolarmente elevato tra quanti iniziano a fumare in giovane età, poiché il fumo rallenta un corretto sviluppo polmonare. Il tabacco aggrava anche l’asma, che limita l’attività e contribuisce alla disabilità delle persone. Nei casi più gravi di morte, un decesso su 9 è attribuibile al fumo. I fumatori hanno inoltre il doppio delle probabilità di ammalarsi di tubercolosi, patologia che è latente in un quarto della popolazione mondiale.

Particolarmente esposti ai rischi del fumo sono i bambini. Quelli ancora nell’utero esposti alle tossine del fumo materno o di quello passivo subito delle mamme hanno spesso una ridotta crescita e funzionalità polmonare. Ed ancora i bambini esposti al fumo passivo sono a rischio di insorgenza e aggravamento di asma, polmonite, bronchite e frequenti infezioni delle vie respiratorie inferiori. A globale si stima che ogni anno 60 mila bambini muoiano prima di aver compiuto 5 anni per malattie respiratorie indotte dal fumo passivo.

Il fumo di tabacco – allerta infine l’Oms – è una forma molto pericolosa di inquinamento dell’aria interna: contiene infatti 7 mila sostanze chimiche, 69 delle quali sono cancerogene. Anche se il fumo può essere invisibile e inodore può rimanere nell’aria fino a cinque ore danneggiando chiunque respiri in quell’ambiente.

L’Oms invita governi a porre la lotta al tabagismo tra le priorità della salute pubblica, attraverso politiche efficaci e sollecita le comunità civili di tutti i Paesi, scuole, famiglie e genitori ad attivarsi per proteggere soprattutto i bambini, i ragazzi ed i giovani dai danni causati dal fumo attivo e passivo di tabacco.

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