Sweeper: quando il raccoglitore agricolo diventa un robot

Il robot Sweeper in azione durante un processo di raccolta di prova in un vivaio

Si chiama Sweeper, ed è il nuovo robot progettato ed inventato in tutti i minimi dettagli in grado di svolgere le attività connesse alla raccolta di ortaggi. Realizzato da un consorzio coordinato dall'università Ben Gurion del Negev, ha visto la luce per la prima volta nella Stazione di ricerca per la produzione vegetale di St. Katelijne Waver in Belgio. 

Si chiama Sweeper, ed è il nuovo robot progettato ed inventato in tutti i minimi dettagli in grado di svolgere le attività connesse alla raccolta di ortaggi. Realizzato da un consorzio coordinato dall’università Ben Gurion del Negev, ha visto la luce per la prima volta nella Stazione di ricerca per la produzione vegetale di St. Katelijne Waver in Belgio.  La prima dimostrazione di tutte le attività che può svolgere, tra cui staccare, raccogliere e portare frutti negli appositi contenitori, si è svolta, invece, il 4 luglio 2018 presso il vivaio De Tuindershoek Nursery, nei Paesi Bassi, sotto l’occhio vigile di un centinaio di scienziati e ricercatori entusiasti delle prestazioni portate avanti dal robot.

È progettato per lavorare su singoli filari, con frutti non a grappolo e con poche foglie a ostruire; proprio per questo, per testare la sua resistenza, ha ottenuto il “battesimo di fuoco” con una coltivazione di peperoni, piante complicate da catalogare e da individuare per via di una crescita disordinata e di una quantità elevata di fogliame che circonda l’ortaggio. Al fine di comprendere in maniera ottimale il punto di maturazione dell’ortaggio, pertanto, il robot raccoglitore ha studiato una quantità elevatissima di peperoni fotografati al nel momento giusto della raccolta. Efficienza tecnologica anche per quanto concerne le tempistiche di raccolta, fattore determinante per renderlo competitivo sul mercato: il tempo record di 24 secondi, infatti, ‹‹ha ridimensionato le priorità di tutti noi agricoltori›› ha riferito Jos Balendock, coordinatore del progetto, ‹‹considerando che i robot progettati precedentemente necessitavano almeno del doppio del tempo per svolgere le medesime mansioni››. Una qualità che si amalgama perfettamente ad altrettanta quantità: dati alla mano, di fronte ad una coltivazione ideale, Sweeper riesce a raccogliere quasi il 50% del raccolto rispetto al 20% ricavato da una coltivazione commerciale.

Ci troviamo, così, dinnanzi ad un vero e proprio “anno zero”: se la tecnologia da una parte arriva a portare risultati sbalorditivi, sopprimendo concorrenza e lentezza del processo di raccolta, dall’altra rischia di determinare la scomparsa di migliaia di posti di lavoro “rubati” alla manodopera agricola ed abbattere i costi. Per questo motivo questa nuova invenzione si è trasformata involontariamente in un’arma a doppio taglio: è tanto una valida soluzione per tutti i produttori agricoli che si ritrovano in condizioni scomode e problematiche legate agli eccessivi costi del personale, quanto freno alla risalita economica connessa alla disoccupazione. Tuttavia, ‹‹per poter trovare in commercio Sweeper dovremmo aspettare circa 5 anni›› assicura Polina Kurtser, una dei ricercatori, ‹‹tempo necessario per ottimizzare ancora di più i tempi di lavoro ed aggiustare i difetti legati ai dettagli di lavorazione, ottenendo un tasso di successo ancora più elevato››. «Il robot sa raccogliere in modo accurato e metodico›› ha sottolineato la Kurtser, aggiungendo che ‹‹quando sarà pienamente sviluppato, potrà raccogliere senza interruzioni, giorno e notte, riducendo gli sprechi, tagliando i costi di lavoro e proteggendo i coltivatori dalle fluttuazioni del mercato››.

Il progetto ha inoltre ricevuto finanziamenti dal programma di ricerca e innovazione Horizon 2020, ottavo dei programmi quadro per la ricerca e lo sviluppo tecnologico creato dalla Commissione Europea per porre un accento più marcato sull’innovazione, fornendo soluzioni agli utenti finali in alcuni settori per evitare duplicazioni, e sostenere e promuovere la ricerca nello spazio europeo della ricerca (ERA).

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