Studenti attivi verso il futuro nell’Ateneo veronese

Il rettore dell'Università scaligera, Nocini, pronto per l'Inaugurazione dell'anno accademico 2019/2020

Un ateneo dinamico che corre veloce verso il futuro. L’università degli studi di Verona inaugurerà, il prossimo 7 febbraio, il 37esimo anno accademico, con ospite d’onore l’ingegner Piero Ferrari, vicepresidente della Casa automobilistica di Maranello, fondata dal padre Enzo.

Un ateneo dinamico che corre veloce verso il futuro. L’università degli studi di Verona inaugurerà, il prossimo 7 febbraio, il 37esimo anno accademico, con ospite d’onore l’ingegner Piero Ferrari, vicepresidente della Casa automobilistica di Maranello, fondata dal padre Enzo.

Il magnifico rettore Pier Francesco Nocini, in carica dal 1 ottobre 2019, per la sua prima inaugurazione alla guida dell’ateneo scaligero, ha voluto, dunque, un ospite d’eccezione, ammettendo come «l’università si metta in gioco ogni giorno per instaurare un proficuo e stimolante dialogo con la città ed il contesto sociale di riferimento». «Ringrazio il magnifico rettore e il corpo docente di avermi chiamato all’inaugurazione del nuovo anno accademico. È un onore per me poter portare il mio personale messaggio agli studenti», ha dichiarato, invece, lo stesso Piero Ferrari.

In questa unione tra istituzioni e comunità, entrano in gioco anche gli studenti, rappresentati al proprio presidente del consiglio degli studenti Elena Lucia Zumerle: studentessa di Giurisprudenza, prende il posto di Davide Turi, in carica da ottobre 2017 ed è, al contempo, consigliera comunale a San Martino Buon Albergo, eletta a capo degli studenti dell’università veronese lo scorso 30 ottobre 2018, insieme a Martina Maggiolo nei panni di vicepresidente, e Christian Pirillo come segretario.

Per festeggiare l’inaugurazione del nuovo anno accademico 2019/2020, abbiamo intervistato la stessa Elena Lucia, mettendo in risalto l’importanza che gli studenti hanno acquisito nel corso del tempo all’interno delle istituzioni educative e consolidando maggiormente la loro posizione come fonte principale di occasione per la costruzione del futuro.

La presidentessa del consiglio degli studenti dell'Università degli studi di Verona, Elena Lucia Zumerle, in compagnia della vicepresidente, Martina Maggiolo, e del segretario Christian Pirillo
La presidentessa del consiglio degli studenti dell’Università degli studi di Verona, Elena Lucia Zumerle, in compagnia della vicepresidente, Martina Maggiolo, e del segretario Christian Pirillo

Il Diritto allo studio per l’Università degli studi di Verona?

«È considerato uno dei diritti fondamentali degli studenti. Quelli meritevoli o che non hanno le possibilità economiche, ricevono borse di studio, riduzione delle contribuzioni, la collaborazione 150 ore, oltre che la messa a disposizione di residenze universitarie e il servizio ristorazione. Quest’anno ci sono state oltre 10.000 richieste di sostegno, e più della metà richiedeva una borsa di studio: bene o male, anche attraverso il sostegno dei fondi messi a disposizione dall’Unione Europea, sono risultati quasi tutti beneficiari, consolidando la posizione dell’Università in Italia come una tra le prime in tema di Diritto allo studio».

A Verona lo studente è parte attiva dell’Università?

«Lo studente all’interno dell’Università si trova sempre un po’ ‘lontano’ dalle istituzioni o da chi lavora negli uffici, però un importante punto di riferimento siamo sicuramente noi rappresentanti degli studenti, che siamo sempre pronti a fare da collegamento, da ponte tra lo studente e le sue richieste, i suoi problemi e i vari organi collegiali. Per far parte della vita universitaria ci sono anche le associazioni studentesche, con il loro punto d’incontro in via Campofiore, spazio oramai da tempo pronto a ospitare le necessità associative dei ragazzi, permettendo loro di stare insieme, di socializzare, di scambiare idee e per fare in modo che la cultura personale di ognuno possa alimentarsi e svilupparsi».

Giovani e Lavoro?

«I giovani e il lavoro sono temi molto sentiti: personalmente consiglio di fare stage formativi lavorativi offerti dall’Ufficio Stage e da quello Orientamento, sia nel contesto italiano che estero, perché ci preparano in qualche modo a quello che può rappresentare il mondo del lavoro, a entrare in una società che da una parte tende a notare chi si presenta più preparato intellettualmente, e dall’altra ci mette alla prova nel mostrare tutte le conoscenze teoriche acquisite e fornite dall’Università».

 

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