San Giorgio a Cremano: Proiezione a scuola del documentario “Sul Vulcano”

In continuità con la 4° edizione del Festival Internazionale del Documentario Scientifico delle Università e degli Enti di Ricerca svoltosi a Roma lo scorso mese di dicembre, nell’ambito delle iniziative del Laboratorio Regionale Città dei bambini e delle bambine della città di San Giorgio a Cremano sull’Educazione alla Convivenza con il Vesuvio, in collaborazione con l’Istituto Tecnico Industriale “E. Medi” e con l’associazione di promozione sociale PARAM. BA. (Parametro Bambini), Giovedì 15 Gennaio 2015, alle ore 10.30, presso l’aula magna dell’I. T. I. “Enrico Medi”, in Via Buongiovanni n° 84 a San Giorgio a Cremano, è stata organizzata la proiezione, a scopo didattico, del film documentario “SUL VULCANO” alla presenza del regista Gianfranco Pannone. Gli alunni ne parleranno La storia è quella di Maria, Matteo e Yole: tutti e tre vivono ai piedi del Vesuvio e raccontano, attraverso le loro azioni quotidiane e il loro lavoro, il loro legame profondo e controverso con la terra d’origine. Tra superstizione, curiosità intellettuale, tradizione e voglia di libertà, le loro storie denunciano un problema sempre più attuale e sempre più impellente: il dissesto ambientale e l’abusivismo edilizio sulle pendici del Vesuvio. Un viaggio visivo e antropologico, ricco di miti, storia ed evocazioni letterarie, accompagnato dalle musiche dell’autore Daniele Sepe e dalle voci per i testi letterari di Toni Servillo, Donatella Finocchiaro, Fabrizio Gifuni ed altri. “Ho voluto fare un lavoro come condivisione di una esperienza comune, notando la mancanza di un prodotto cinematografico che descrivesse bene l’importanza del Vesuvio e della sua storia; – commenta il regista – un fenomeno vulcanico più’ studiato al mondo con il suo perimetro confinante, la cosiddetta zona rossa“. Un affresco che colpisce per la sua bellezza e la sua universalità.” Il film, presentato fuori concorso al 67° Festival di Locarno, affronta, mescolando storia, avventure, testimonianze, documenti, materiali d’archivio e passaggi letterari, il delicato rapporto tra l’uomo e la natura in un luogo difficile come l’area vesuviana. Esiste invece una reale situazione di rischio connessa alla conurbazione eccessiva delle città vesuviane, ma dall’altra parte esiste anche il Vesuvio come risorsa. “Si sente l’esigenza di sviluppare una nuova cultura ambientale grazie alla sinergia e all’armonia tra vari enti interessati, di diffondere la cultura della consapevolezza del rischio per le comunità civili che ne sono esposte ed in particolare per le comunità scolastiche, attraverso una modalità pedagogica più appropriata, che può utilizzare il gioco come approccio educativo con i ragazzi, con i quali si possono progettare anche precisi indirizzi per il piano di protezione civile. È quello che sostiene Francesco Langella coordinatore del Laboratorio Città dei bambini e delle bambine che dichiara: “Quindi alla prevenzione del rischio vulcanico occorre associare l’educazione alla convivenza, intesa non come attesa passiva di un evento considerato ineluttabile ma come progettualità per la trasformazione e la valorizzazione di una risorsa naturale, quale presupposto di città sostenibile per bambini e bambine e per la nascita di una nuova coscienza vesuviana. Alla proiezione, dedicata alle scuole superiori, sono stati invitati oltre al regista Gianfranco Pannone, l’ideatore e direttore artistico del Docscient Festival di Roma Attilio Vitali, il professore emerito di geofisica della terra solida Giuseppe Luongo ed il professore emerito di filosofia morale Aldo Masullo, dell’Università “Federico II” di Napoli, i quali si intratterranno dopo la proiezione per un question time ed un dibattitto. “Siamo contenti di accogliere nella città di Troisi il regista Pannone ed il suo ultimo film che descrive la nostra realtà territoriale, legata sin dalle origini alla presenza del vulcano.– afferma il Sindaco Domenico Giorgiano – Auspico che la visione del film e l’incontro con gli autorevoli ospiti da parte dei ragazzi possa essere foriero dello sviluppo di una nuova ecologia, in cui l’uomo torna a valutare i propri limiti, facendo tesoro della storia millenaria del Vesuvio intorno al quale vivono, più o meno consapevoli, circa seicentomila persone.”

 

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