Nino D’Angelo saluta il teatro Trianon, pronto per una fondazione

Nino D'Angelo saluta il teatro Trianon, pronto per una fondazione

“Ciao Forcella! Questo non è un addio, non è una fine, piuttosto è una partenza verso nuove tappe della mia vita e della mia carriera artistica, con obbiettivi che per me ora sono possibili anche grazie al Teatro Trianon. Lo scrive sui suoi profili social Nino D’Angelo a conclusione dalla sua esperienza da direttore artistico del Teatro Trianon Viviani.

“Ciao Forcella! Questo non è un addio, non è una fine, piuttosto è una partenza verso nuove tappe della mia vita e della mia carriera artistica, con obbiettivi che per me ora sono possibili anche grazie al Teatro Trianon. Un ciclo si è compiuto: è giusto così. Lo scrive sui suoi profili social Nino D’Angelo a conclusione dalla sua esperienza da direttore artistico del Teatro Trianon Viviani.

E continua: “Me ne vado lasciando un teatro che funziona, ristrutturato in gran parte, risanato nei conti. Un teatro che ha cercato di dialogare con le anime più diverse della scena culturale non solo napoletana, con quella popolare ma anche con quella d’autore. Un teatro di produzione e di accoglienza per i generi più diversi, che ha raggiunto l’obbiettivo di un’ offerta ampia e varia, a portata di tutti. Un teatro che si è sforzato di ascoltare anche la grande richiesta di formazione e di visibilità che i tanti talenti della città esprimono e meritano. Tutto questo è stato possibile grazie al contributo di una squadra, dai lavoratori fino a tutto il CDA, che ha saputo superare anche i momenti più difficili. A loro e a tutti gli artisti che hanno dato il loro fondamentale apporto, va il mio ringraziamento sincero. Sono sicuro che da qui in avanti per il nuovo direttore, chiunque sarà, sarà tutto più semplice, grazie al lavoro fatto fin qui. Si può e si deve fare di più e meglio, con l’impegno e la collaborazione di tutte le parti, e così, sono sicuro il teatro Trianon potrà raggiungere nuovi e importanti traguardi. E allora ciao e grazie popolo di Forcella! Grazie per avermi accolto e sostenuto, per aver sostenuto il nostro teatro: il teatro del Popolo. Grazie per averlo riempito e soprattutto per aver riempito a volte il vuoto delle istituzioni che pure hanno voluto salvarlo e restituirlo alla città, ma altre volte sono state forse troppo affannate a rincorrere le emergenze e le priorità. Non sempre un teatro è emergenza e priorità: ma una comunità sì, lo è sempre. Voi siete stati e sarete sempre la mia comunità. Continuate a voler bene al Teatro del popolo, a fare scudo con la vostra vicinanza all’arroganza, al malaffare, alla criminalità, alla distrazione dei potenti, al razzismo e alle discriminazioni di ogni tipo. Continuate a fare in modo che il teatro Trianon sia sempre il teatro del popolo, non permettete che diventi un garage come ha rischiato di diventare, o un supermercato, o un’altra pizzeria, non ce n’è bisogno. Fate in modo che resti una luce accesa per Forcella; una luce che illumina l’oscurità”.

Intanto, il il teatro pubblico partenopeo è pronto per diventare fondazione.

Il teatro è di proprietà e gestione di un ente a intera partecipazione pubblica, soggetto alla direzione e il coordinamento della Regione Campania, socio di maggioranza con l’80,40% della quote. L’altro socio è la Città metropolitana di Napoli, con una partecipazione del 19,60%.

La trasformazione della personalità giuridica – attualmente il teatro pubblico di Forcella è retto da una spa – è attesa nei prossimi giorni, con la firma del decreto della Regione Campania che concluderà l’iter procedurale e fa sèguito alla scadenza del cda della società e del direttore artistico Nino D’Angelo.

Tale trasformazione avviene in ottemperanza al decreto del presidente della Giunta regionale della Campania (dpgrc) n. 274 del 29 settembre 2017 e del d.lgs. 175 del 19 agosto 2016. Il dpgrc 274/2017, che approvava il «Piano di revisione straordinaria delle partecipazioni societarie ex art. 24 d.lgs 175/2016 (Testo unico in materia di società a partecipazione pubblica)», statuiva la necessità di tale trasformazione per la partecipazione societaria da parte delle amministrazioni pubbliche.

Acquisito il riconoscimento della nuova personalità giuridica dell’ente, il presidente Giovanni Pinto, riconfermato alla guida amministrativa del teatro, procederà quindi all’insediamento del nuovo cda. Nell’organo amministrativo della costituenda fondazione, con Pinto, designato dalla Regione, sono stati nominati l’operatrice teatrale Igina Di Napoli, sempre su indicazione del socio di maggioranza, e l’economista Antonio Roberto Lucidi, in rappresentanza della Città metropolitana.

Successivamente il cda affronterà la questione della direzione artistica, sentiti i soci fondatori, per pianificare la programmazione futura, dopo quella già predisposta per la prossima stagione 2019/2020 che sarà inaugurata giovedì 31 ottobre.

Commenta Pinto: «Con i numeri del bilancio 2018 approvato dai soci – il valore della produzione di 1.629.000 euro e un utile di 149.916 euro – e la trasformazione del Trianon Viviani in fondazione, archiviamo finalmente la complessa fase caratterizzata dalla difficile situazione economica-finanziaria di partenza quando si insediò il consiglio di amministrazione tre anni fa: il teatro aveva visto il fermo produttivo nei due anni e mezzo precedenti e si era anche trovato messo all’asta per quattro volte».

«Con il sostegno del presidente della Regione Vincenzo De Luca, – prosegue Pinto –,è stato fatto un impegnativo e appassionante lavoro di squadra, assieme ai consiglieri Michele Monetta e Francesco Somma, il collegio dei sindaci, presieduto da Michele Napolitano, e tutto il dinamico staff del teatro: un sentito ringraziamento a tutti e, in particolare, a Nino D’Angelo che ha saputo restituire questa sala centenaria alla sua città, facendone di nuovo una realtà viva e consolidata della scena teatrale e musicale».

Il ricco e articolato cartellone della stagione 2019/2020, curato da D’Angelo, si compone di quattordici spettacoli a prezzi popolari e dà grande rilievo alla musica, al teatro musicale e alla commedia, con la partecipazione di molti artisti beniamini del pubblico. A inaugurarlo Quelle del Festival… Le indimenticabili canzoni di Napoli, un nuovo concertone teatrale di Maurizio Palumbo dedicato alle più famose melodie lanciate dal Festival di Napoli tra il 1952 e il 1970. L’orchestra dal vivo è diretta da Peppino Fiscale. Chiuderà la stagione un’edizione particolare del fortunato spettacolo musicale Carosone, l’americano di Napoli, in occasione del centenario della nascita del grande cantante, compositore e pianista partenopeo: scritto da Federico Vacalebre, biografo del musicista, vede protagonista in scena Andrea Sannino, con gli arrangiamenti di Lorenzo Hengeller.

 

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