“Mia o di nessun altro”, vittime d’amore raccontano

"Mia o di nessun altro", vittime d'amore raccontano

E’ in libreria proprio dall’8 marzo “Mia o di nessun altro”, i tre racconti di “vittime dell’amore” che hanno scelto la penna della giornalista Catia Acquesta per arrivare al cuore di tutti e dimostrare che è possibile ritornare a vivere.

Capire quando si è in una storia malata e come uscirne,  è infatti il senso delle tre storie, vere, di altrettante compagne convinte di essere amate dai rispettivi uomini. Tra queste anche quella della trentatreenne Maria Antonietta Multari, uccisa barbaramente in pieno giorno nel centro cittadino di Sanremo con 40 coltellate. Il suo assassino tra poco avrà scontato la pena e sarà libero.
Poi ci sono gli altri racconti, quelli della fantasia ossessiva di un uomo tale da rendere impossibile la vita di colei che avrebbe dovuto amare e per cui aveva giurato protezione e dedizione. Uno spaccato terribile di violenza domestica, raccontato senza veli dalle vittime che con l’autrice si sono rese disponibili a diventare un esempio per tutte quelle
donne che non trovano la forza di allontanarsi dal proprio carnefice. E anche la dimostrazione che a costo di sacrifici
impensabili l’uscita dal tunnel c’è.  L’essenza del libro è infatti, la resilienza: Superare il dolore e trasformalo in forza per se stessi e per gli altri.
Per questo il libro propone due “esclusive” inedite in ciò che non vuole essere semplicemente la lettura di battaglie che negli anni l’autrice ha fatto per sensibilizzare le istituzioni per contribuire, attraverso articoli e comunicati stampa, all’approvazione di una legge sullo stalking.

Poi, da uno sguardo ai tempi antichi, dove è emerso che certi episodi di violenza sono sempre accaduti,  si arriva alla situazione legislativa attuale.

La prefazione è di Maurizio Costanzo e la post fazione di Maurizio Cohen.

In copertina, un cuore calpestato, è parte di una collezione che l’autrice ha dipinto olio su tela dal titolo “Sentimenti calpestati”.

All’interno dell’opera un segnalibro dove viene riportato un decalogo scritto dall’autrice con le “Dieci regole salva vita”.
Catia Acquesta è anche portavoce e responsabile delle comunicazioni di Medea, Associazione contro la violenza di
genere e in genere. Dunque, la sofferenza la incontra fin troppo spesso.

Ha scritto questo libro “per testimoniare come da un grande dolore e da una terribile esperienza si possa trovare la forza per creare qualcosa di bello per noi e per gli altri. Siamo noi a decidere cosa fare della nostra vita. Anche quando
ci sentiamo vacillare, dobbiamo trovare il coraggio e la forza di lottare. Non bisogna avere paura. Mai. La paura ci blocca, ci toglie le forze e ci isola dal mondo. Ci si sente come inutili e si finisce spesso per vivere il ruolo della vittima. Ognuno di noi può farcela. Basta volerlo. Basta scegliere di cambiare ed essere protagonisti diventando artisti della propria vita. Io non voglio essere più vittima, e tu?”.

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