Leone: “Altro lokcdown è la fine per l’Italia”

Leone: "Altro lokcdown è la fine per l'Italia"

L’imprenditore romano è categorico: “Rischiamo il fallimento”. Proprietario di diverse attività, tra ristoranti, centri benessere, attività ricettive, agenzie marketing e scuole di formazione, Leonardo Leone è riuscito a tenere in piedi tutti i suoi business, nonostante siano parte dei settori più colpiti.

L’imprenditore romano è categorico: “Rischiamo il fallimento”. Proprietario di diverse attività, tra ristoranti, centri benessere, attività ricettive, agenzie marketing e scuole di formazione, Leonardo Leone è riuscito a tenere in piedi tutti i suoi business, nonostante siano parte dei settori più colpiti.

“Una delle più grandi vittime di questo coronavirus è stata la nostra economia, questo è il momento di rialzarci, non di chiudere di nuovo – Riporta in un comunicato -. Sarebbe la fine! Imprenditori, dipendenti, cittadini, famiglie sul lastrico e l’Italia stessa non potrebbe più garantire da sola il rimborso dei soldi presi in prestito dall’Unione Europea. Non possiamo permettercelo. E’ il momento di dare nuova vita al nostro Paese, il potenziale c’è, bisogna essere uniti, al di là degli slogan che ci hanno propinato finora, uniti realmente, per ripartire. Settembre è un mese importante da sempre: la riapertura delle scuole, l’inizio del vero anno commerciale e l’ultimo sprint per le aziende prima del bilancio di fine anno. Sprecare questo periodo prezioso sarebbe un delitto.”

Rispetto delle normative, distanziamento e tutte le accortezze del caso, ma Leonardo Leone non ci sta ad una nuova chiusura. Secondo l’Osservatorio Suicidi per Motivazioni Economiche (dati Maggio 2020), ci sono stati 25 suicidi di imprenditori e 21 tentativi, ben il 41% in più rispetto allo stesso periodo del 2019, e purtroppo i casi sono in aumento.

“Alcuni mi danno del negazionista, ma è innegabile che l’emergenza coronavirus abbia avuto un fortissimo impatto nella vita sia dei singoli che delle aziende. Non ho mai negato la presenza del virus, ma non nego neanche gli errori commessi nella gestione dell’emergenza. I veri negazionisti sono coloro che negano che un altro lockdown sarà la fine della nostra economia, della nostra nazione e della serenità dei cittadini. Come imprenditore, ho cercato di limitare i danni, di pensare alle famiglie e di risollevare le mie attività commerciali, ma non è stato semplice.”

“Lo stop degli eventi pubblici ha causato un danno incalcolabile, soprattutto per quei professionisti di settore (tecnici, hostess, musicisti, artisti…) che non hanno un reddito fisso ma lavorano a performance. Stesso discorso vale per gli imprenditori: se non lavoriamo, non riceviamo lo stipendio o la cassa integrazione tantomeno supporto da parte del governo. I famosi “600€”, oltre a non essere arrivati a tutti, hanno fatto poco o nulla per i liberi professionisti. Penso a tutti quelli che hanno continuato a pagare l’affitto, le tasse, gli strumenti per poter lavorare, una montagna di spese insomma a fronte di entrate insufficienti. Stesso discorso per il nostro Stato: oltre il danno economico, sono incalcolabili le ripercussioni e ne sentiremo le conseguenze reali il prossimo anno. Con una nuova chiusura sarà impossibile ripartire, intendo proprio come Nazione.”

Non è solo questo il pensiero di Leone: “Ho avuto modo di confrontarmi con psicologi, psichiatri e professionisti del benessere psicofisico. Concordano tutti nel dire che la chiusura delle attività e la privazione della libertà hanno riportato danni psicologici in adulti e bambini”.

“Il numero dei contagi non è affidabile, basandosi solo sui tamponi effettuati, ed è ovvio che più tamponi effettuati equivalgano a più positivi, sintomatici ed asintomatici. L’unico parametro significativo è il numero dei malati in terapia intensiva, in continuo calo, oggi tendente allo zero, stando ai dati della Protezione Civile. Questo ci dovrebbe far ben pensare, mi auguro che il Governo apra finalmente occhi ed orecchie, ed ascolti il Comitato Tecnico Scientifico e tutti gli specialisti che ripetono da giorni che l’emergenza è finita e che oggi il virus non è più letale.”

 

 

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