Le Testimonianze della Memoria: Alberta Levi Temin e Rosetta Loy al Suor Orsola

Due straordinarie testimonianze per riflettere sul dovere della memoria e sul valore morale e civile dell’essere testimoni. La scrittrice Rosetta Loy e Alberta Levi Temin, 95 anni e  ancora tanta voglia di testimoniare il suo impegno al servizio della memoria per l’Associazione Donne Ebree d’Italia, saranno le protagoniste di una giornata della memoria decisamente speciale, che l’Istituto Scolastico Suor Orsola Benincasa ha organizzato in collaborazione con il Centro Interuniversitario Campano di Ricerca Bioetica diretto da Lorenzo Chieffi.

L’appuntamento è fissato per Mercoledì 28 Gennaio alle ore 10 nell’aula magna dell’Università Suor Orsola Benincasa. Ad interagire con le protagoniste ci saranno Lucio d’Alessandro,Rettore dell’Università Suor Orsola Benincasa e dirigente dell’Istituto Scolastico, Ottavio Di Grazia, membro del comitato scientifico del primo Master italiano in Mediazione e Comunicazione interreligiosa e interculturale nato proprio al Suor Orsola, e Claudia Giordano,docente di Storia e filosofia del Liceo Classico e Linguistico dell’Istituto Scolastico Suor Orsola Benincasa.

“Ancor di più oggi, all’indomani delle stragi di Parigi, finché avrò fiato non smetterò mai di raccontare ai giovani l’orrore delle leggi razziali e delle stragi naziste”. Così Alberta Levi Temin, ebrea di origini ferraresi ma napoletana di adozione dal 1945, scampata miracolosamente alle deportazioni di Roma del 1943, anticipa il tema centrale della giornata: non smettere mai di raccontare per trasmettere ai giovani la memoria come testimonianza degli errori del passato che non vanno ripetuti.

“Sarà una giornata molto importante – anticipa Claudia Giordano – perché studenti liceali e universitari potranno ascoltare e dialogare con due donne che, per ragioni e attraverso modalità diverse, sono impegnate a trasmettere la memoria di alcuni degli anni più bui della nostra storia recente, gli anni in cui le leggi razziali privarono progressivamente gli ebrei di ogni diritto fino all’orrore dei campi di sterminio. Un dialogo fondamentale quello con le giovani generazioni perché soltanto la consapevolezza di ciò che è accaduto, che allora mancò drammaticamente agli italiani, anche a quanti non erano schierati con il fascismo, può metterci nelle condizioni di combattere anche oggi il razzismo, la xenofobia e l’integralismo, che si stanno manifestando in nuove forme, sempre più pericolose”.

E proprio Rosetta Loy è riuscita, con un libro coraggioso come La parola ebreo, ad interrogare, ricostruendo i suoi ricordi infantili, i nodi più problematici degli anni in cui l’Italia fu razzista: il sostegno di tanti intellettuali al razzismo e all’antisemitismo fascisti, il silenzio del Vaticano, l’incredulità degli stessi ebrei rispetto a quello che stava accadendo, l’indifferenza o l’inconsapevolezza di tanti italiani di fronte a quella discriminazione che colpiva il vicino di casa, il compagno di classe, l’amico di giochi.

Al racconto della quotidianità semplice e dei sentimenti di una bambina cresciuta ed educata in una famiglia e in una scuola cattolica, la Loy ha alternato la narrazione dei fatti storici e la riflessione su di essi, restituendoci un libro, pubblicato nel 1997, ma che ancora oggi non ha perso la sua attualità. E che sarà uno dei punti di partenza della riflessione al Suor Orsola.

Anteprima del dibattito in aula magna sarà la lunga diretta di Run Radio, la web radio dell’Università Suor Orsola Benincasa, che ospiterà per la giornata della memoria a partire dalle 9.30 una lunga serie di interventi di studiosi e testimoni. Tra gli altri Francesco Lucrezi,Pasquale Giustiniani e Silvio Mastrocola.

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