Le tendenze per il mercato del lavoro nel 2018

Le aziende italiane guardano con fiducia ai segnali di ripresa economica emersi nel corso del 2017 e continueranno anche durante il prossimo anno l’inserimento di nuove figure professionali: Ben l’85,6% del campione ha in programma di assumere nel 2018.

Per attrarre nuovi talenti nel 2018 le aziende puntano su un ambiente lavorativo stimolante e dinamico (61,2%), con significative possibilità di crescita e di carriera interna (55,1%).

Il 53,1% del campione mette l’accento sull’offerta di una formazione continua dei dipendenti per garantire l’acquisizione di competenze richieste da un business sempre in evoluzione. Le occasioni di aggiornamento professionale saranno una priorità soprattutto per le piccole imprese: più della metà di quelle intervistate, infatti, le ha indicate come asset per risultare più appetibile per i migliori talenti.

Completano la classifica la disponibilità di benefit aziendali (20,4%) e lo smart working (18,4%).

La rete e i canali social verranno sempre più utilizzati per le attività di recruiting e employer branding (47,1%). Nel 2018 sarà sempre più importante per le divisioni HR usare la rete e i canali social per sviluppare l’employer branding, far conoscere la cultura aziendale e posizionarsi strategicamente tra le varie offerte di mercato. Lo sviluppo della presenza qualificata online e dei canali social per il recruiting è particolarmente sentito dalle medie aziende: il 60% del campione, infatti, ha indicato il potenziamento di questi strumenti come elemento principale per il 2018.

Si potenzierà l’implementazione di misure di welfare aziendale (42,2%). Crescerà l’utilizzo di pacchetti di welfare aziendale (es. attività a favore della genitorialità) per permettere ai dipendenti un migliore work-life balance. In particolare, la metà (53,3%) delle medie imprese italiane ha indicato come obiettivo per il prossimo anno il potenziamento di questo tipo di misure.

I soft skills saranno sempre più ricercati in fase di selezione (37,3%), specialmente la flessibilità, intesa come capacità del dipendente di adattarsi a nuovi ruoli e compiti.

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