Turismo

La voce delle Reti d’Impresa partecipanti a VisiTuscia


Un investimento ragguardevole, pari a circa 16,5 milioni di euro, per contribuire a cambiare i volti dei centri storici del Lazio.

A tanto ammonta la cifra che l’Amministrazione regionale ha erogato a 127 realtà, costituitesi in Reti, di 88 comuni per un totale di 6.600 imprese coinvolte. Cospicua la partecipazione della Tuscia che ha visto ben 19 comuni aggiudicarsi 20 progetti (Viterbo ne ha due) per un insieme di 1208 attività economiche coinvolte. Di queste, quattro hanno aderito al progetto di VisiTuscia svoltasi, nella sua prima fase, la scorsa settimana, riscuotendo un lusinghiero successo.

“Già da tempo, ha dichiarato il Presidente di “Discover Canino” Silverio Salvi, si era manifestata la necessità di promuovere una incisiva azione di marketing partendo dal nostro prodotto d’eccellenza e dal sistema territoriale con tutti i suoi punti di forza (arte, cultura, agricoltura) per favorire lo sviluppo dell’intera area e incidere sul mercato. Ma c’era bisogno di una partnership pubblico-privato capace di ridisegnare un’offerta integrata in grado di far vivere al visitatore un’esperienza turistica che potesse coniugare gli aspetti della cultura con quelli dell’enogastronomia. Il progetto delle Reti ha risposto in pieno a questa nostra necessità e da ora, grazie anche a VisiTuscia, sono certo che si potrà guardare al futuro in un’ottica diversa”. Raggiante il Sindaco della cittadina, Lina Novelli che ha sottolineato l’importanza della “Strada dell’Olio” e dell’opportunità di mettere in evidenza “la capacità di fare Rete di tutti i portatori di interessi locali, finalizzando gli investimenti in promozione e valorizzazione del prodotto”.

“Il progetto di “Enjoy Viterbo” non può prescindere dall’altro progetto (“Viterbo capitale medievale”) perché in evidenza viene l’intero territorio comunale, centro e frazioni comprese considerato che anche quest’ultime sono considerate centri storici”. E’ quanto ha dichiarato Sonia Pera, Assessore alle Attività Produttive del comune di Viterbo, accogliendo i giornalisti partecipanti al press tour nella Sala Regia del Palazzo dei Priori. “Ed infatti, ha continuato Giovanni Agostini, Presidente di “Enjoy Viterbo”, il nostro progetto rappresenta imprese ed imprenditori che svolgono la propria attività sull’intero territorio comunale con una specializzazione nel turismo, nel commercio e più in generale in una termalità diffusa. Al progetto di Rete hanno aderito 116 aziende che si sono poste un obiettivo comune per portare a termine progetti condivisi. La parte preponderante delle aziende appartengono al settore turismo (60%), per il 20% al commercio e per il restante 20% suddiviso equamente fra artigianato e servizi. Fra le iniziative previste e in parte già realizzate (o da realizzare) con la collaborazione di VisiTuscia, abbiamo educational, press tour, spot televisivi, pacchetti turistici e la distribuzione di stampati, attraverso le maggiori testate specialistiche di turismo”.

“Unire le forze per creare e costruire un’immagine comune del territorio e del mondo del commercio che lo caratterizza attraverso una politica di marketing non più calata dall’alto ma condivisa da tutte le realtà imprenditoriali del territorio”. E’ quanto ha dichiarato Susanna Cherchi, Presidente di “VisitMarta” nel corso dell’incontro con la Stampa avvenuto la scorsa settimana in occasione della manifestazione “Marta sotto le stelle” promossa in collaborazione con il GRAG (Gruppo Astrofili di Tarquinia Galileo Galilei). Un evento dedicato all’osservazione del sole e a quella notturna delle stelle direttamente dalla Torre dell’Orologio. “Questo, ha continuato la Cherchi, che recentemente ha assunto anche la delega al Turismo del Comune, era l’obiettivo della costituzione della Rete e questo è ciò che stiamo realizzando. Il risultato è lo sviluppo di un’immagine comune del territorio comunale, sia che si tratti di centro storico che di lungolago, con tutto ciò che lo contraddistingue che va dal turismo al commercio, dall’artigianato alle produzioni tipiche. Una forma di cooperazione resa possibile anche dalla collaborazione dell’amministrazione comunale e da VisiTuscia, la Borsa che da molti anni promuove lo sviluppo del territorio della provincia”.

“In questi ultimi anni, ha dichiarato Mario Fanelli, Sindaco di Capodimonte, ci siamo attivati moltissimo per incentivare il turismo e molto è stato fatto. Fiori all’occhiello di questa amministrazione sono il porto turistico per circa 400 posti barca e un campeggio per oltre 1000 posti ricavato su un bellissimo lungolago popolato di platani secolari. Ma Capodimonte, oltre che turistico, è anche un comune in cui l’agricoltura è stata ed è un settore trainante per l’economia locale, insieme alla pastorizia e alla coltivazione di alcune tipicità del luogo come i cereali, la vite e l’ulivo della zona collinare. Questo per dire che occorre guardare a tutta la filiera produttiva”.

L’aspetto più rilevante che è emerso in questa prima fase attuativa dei vari progetti, è stato lo spirito collaborativo che ha invaso le varie realtà territoriali. Finalmente si è capito che l’arroccamento su singole posizioni non porta a nulla e che occorre puntare sulla cooperazione attuabile attraverso progetti condivisi, i solo che possono fare le fortune di un determinato territorio, soprattutto se questo è contiguo. “E’ quanto siamo riusciti a realizzare, dichiara Francesca Ferri, Vice presidente di “Naturalmente Capodimonte”, con il comune di Marta che, peraltro, dista solo un chilometro e mezzo dal nostro. Realizzeremo una grande rievocazione storica nel corso della quale presenteremo gli aspetti peculiari di due periodi (il Trecento a Marta e il Cinquecento dei Farnesi a Capodimonte) con una ricaduta in termini turistici per entrambe le località”. La collaborazione, tuttavia, non finirà qui. “Stiamo realizzando, gli fa eco il Sindaco Mario Fanelli, il grande progetto di una lunga pista ciclabile che collegherà i due paesi, lungo la quale verranno create delle strutture per il tempo libero e stand per la degustazione di prodotti tipici”.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


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