KOSOVO: UN’INCUBATRICE GRAZIE AL CIMIC ITALIANO

Si è svolta questa mattina presso l’ospedale di Peć/Peja un’importante attività CIMIC resa possibile grazie all’impegno dei militari italiani impiegati nella missione in Kosovo.

È stata infatti donata una nuova incubatrice in favore del reparto di neonatologia dell’Ospedale regionale di Peć/Peja, equipaggiamento indispensabile per garantire adeguata assistenza ai neonati. L’Ospedale di Peć/Peja è una struttura importante non solo per la municipalità di appartenenza, ma anche per tutte le città limitrofe, arrivando ad essere punto di riferimento dal punto di vista del sostegno sanitario per oltre 170.000 abitanti del Kosovo.

A ricevere questo dono a nome dell’Ospedale Regionale di Peć/Peja il direttore generale Dottor Skender Dreshaj, e la responsabile del reparto di neonatologia dottoressa Mirlinda Shala, i quali hanno apertamente ringraziato i militari italiani per il sostegno alla popolazione del Kosovo in generale e al settore sanitario in particolare.

Il Col. Ruggero CUCCHINI, già comandante del 5° Rgt Alpini  e comandante del Multinational Battle Group West – unità multinazionale a guida italiana composta da Italiani, Sloveni, Austriaci e Moldavi, operante nel settore occidentale del Kosovo – ha presenziato all’attività, ed ha sottolineato come le attività CIMIC  (Civilian Military Cooperation – Cooperazione Civile Militare) siano una componente fondamentale dellamissione in Kosovo, poichè si propongono lo scopo di aiutare in modo tangibile la popolazione attraverso il miglioramento dell’efficienza e dell’efficacia delle istituzioni locali, specie quelle impegnate in settori essenziali, come la sanità.

​La missione KFOR è un’operazione militare internazionale a guida NATO sotto mandato ONU, con il compito di garantire una pacifica convivenza tra le varie etnie componenti il Paese, così come delineato nella risoluzione ONU n°1244. L’Italia è in proporzione uno dei più importanti contribuenti in termini di uomini e donne: sui quasi 4000 militari KFOR appartenenti a 28 differenti Paesi, l’Italia ha messo in campo oltre 500 militari, appartenenti ad Esercito, Carabinieri, Aeronautica e Marina.

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