India contro il business dell’utero in affitto

La legge autorizza la maternità surrogata solo nel caso di scelta altruistica, tra persone della stessa famiglia, e solo per le coppie di indiani sposate da almeno 5 anni che non abbiano altri figli viventi.

La camera bassa indiana ha approvato il provvedimento che vieta in tutto il Paese l’utero in affitto a fini commerciali. La legge autorizza la maternità surrogata solo nel caso di scelta altruistica, tra persone della stessa famiglia, e solo per le coppie di indiani sposate da almeno 5 anni che non abbiano altri figli viventi.

L’India stabilisce quindi regole ancora più stringenti dopo che già nel 2015 la Corte Suprema del Paese asiatico aveva vietato la cosiddetta gestazione per altri (gpa) in favore di coppie straniere.

La nuova legge rende illegali più di 3000 cliniche private che da oltre 15 anni prosperano in tutto l’India dopo l’autorizzazione del 2002. Tuttavia, restano ancora irrisolti i fondamentali interrogativi etici e antropologici, poichè la normativa approvata prevede che l’unica donna ad offrirsi per portare avanti la gravidanza deve essere sorella, cognata, zia o cugina, di uno degli aspiranti genitori.

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