INAUGURATO NUOVO REPARTO ANTIDOLORE E MAMMOGRAFO 3D A TREVISO

Il nuovo mammografo in 3D è costato oltre 200 mila euro, è in grado di scoprire lesioni tumorali anche piccolissime, e consente di superare i limiti andando oltre l’eventuale mascheramento delle lesioni tumorali alla mammella,

“Stiamo lavorando per abbassare l’età minima di accesso delle donne agli screening mammografici, se ne sta occupando una commissione scientifica. Ciò dimostra quanto sia infondata la diceria secondo la quale in Veneto si starebbe tagliando l’attività di prevenzione”.

Lo ha annunciato il Presidente della Regione Luca Zaia intervenendo oggi, all’ospedale Cà Foncello di Treviso, all’inaugurazione di un nuovo mammografo tridimensionale, capace di effettuare cinquemila indagini l’anno, e del nuovo reparto di Terapia del Dolore, che rafforza ulteriormente l’eccellenza del nosocomio trevigiano, che già oggi attrae pazienti da tutto il Veneto e da fuori regione, in un settore delicato e temuto della malattia come il dolore fisico.

“Vogliamo dare alle nostre donne ancora maggiori occasioni di prevenzione del tumore della mammella – ha detto Zaia – e abbasseremo l’età d’ingresso nello screening. Naturalmente, all’insorgere di un minimo dubbio su una patologia del seno, da sempre interveniamo immediatamente su tutte, a ogni età. E lo facciamo con l’arma in più delle Breast Unit, che prendono totalmente in carico la donna, dalla prima diagnosi alla guarigione, che da noi è oggi attorno al 95%”.

“Non solo – ha rivelato Zaia – ma anche quest’anno investiamo 70 milioni in nuovi macchinari nonostante il difficilissimo momento determinato dai continui tagli nazionali ai fondi per la salute, come il mammografo 3D di Treviso. Anche sul fronte del dolore, che è la prima paura di un malato – ha aggiunto il Governatore – siamo di fronte a un reparto modello qui a Treviso, ma possiamo contare su un rete antidolore che una recente ricerca della Fondazione Nazionale Gigi Ghirotti ha indicato come un’eccellenza capace di ottenere l’87% di gradimento per le cure ricevute da parte dei cittadini”.

“I riconoscimenti nazionali e internazionali sulla qualità della sanità veneta sono numerosi – ha detto anche Zaia – e la conferma viene da un dato che la dice lunga: sempre più italiani vengono a curarsi in Veneto, al punto che il. controvalore delle prestazioni erogate ha raggiunto la cifra record di 300 milioni l’anno”.

Zaia ha concluso definendo “eroi tutti i lavoratori della sanità veneta, che prestano la loro opera con abnegazione e grandissime capacità professionali 365 giorni all’anno”.

L’Unità di medicina e Terapia del Dolore, oggi operante in una struttura logistica moderna e accogliente, costata 350 mila euro, nel 2016 è arrivata a curare 5.706 casi, contro i 4.168 del 2015.

Il nuovo mammografo in 3D è costato oltre 200 mila euro, è in grado di scoprire lesioni tumorali anche piccolissime, e consente di superare i limiti andando oltre l’eventuale mascheramento delle lesioni tumorali alla mammella, causato dalla sovrapposizione di strutture ghiandolari normali, che si hanno in particolare nelle donne giovani.

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