Il Questore Marino apre i “Dialoghi sulle Mafie”

L’’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli ospita due giornate di studio sulle nuove frontiere della criminalità organizzata, ideate e promosse dal Centro di Ricerca RES Incorrupta della Facoltà di Giurisprudenza, l’unica nel Mezzogiorno con un corso di laurea magistrale in giurisprudenza a numero programmato.

L’iniziativa, nata con il coordinamento scientifico dello storico Isaia Sales, titolare, proprio al Suor Orsola, del primo insegnamento universitario italiano dedicato alla Storia delle mafie, rappresenta l’anteprima della terza edizione (prevista a Marzo 2017) della rassegna “Dialoghi sulle Mafie” e prenderà il via Mercoledì 9 Novembre alle ore 16 nella Sala Pagliara dell’Università Suor Orsola Benincasa con la presentazione del quarto volume della collana “Atlante delle Mafie”, curata per Rubbettino da Enzo Ciconte, Francesco Forgione ed Isaia Sales.

Alla presentazione del volume dedicata al rapporto tra mafie ed economia e coordinata dal Preside della Facoltà di Scienze della Formazione del Suor Orsola, Enrico Corbi, prenderanno parte, insieme con Isaia Sales, Lucio d’Alessandro, Rettore dell’Università Suor Orsola Benincasa, Walter Dondi, direttore della Fondazione Unipolis, Louise Shelley, direttore del Centro di Ricerca su Terrorismo, Criminalità internazionale e Corruzione della George Mason University in Virginia, Aldo Sandulli, preside della Facoltà di Giurisprudenza del Suor Orsola e direttore del Centro di Ricerca RES Incorrupta, e il questore di Napoli, Guido Marino.

Alla presentazione saranno presenti anche molti degli autori dei saggi contenuti nel quarto volume dell’Atlante sulle Mafie. Tra gli altri Luciano Brancaccio, Arnaldo Capezzuto, Francesco Comparone, Tano Grasso e Simona Melorio.

 

La proiezione di Camorriste e il dibattito sui nuovi ruoli delle donne nelle organizzazioni mafiose

Giovedì 10 Novembre alle ore 10 nella Sala degli Angeli dell’Università Suor Orsola Benincasa la proiezione di alcuni estratti della serie tv “Camorriste”, prodotta da A&E Networks Italia e reduce da un grande successo di pubblico sui canali Sky Crime Investigation e History Channel, sarà l’occasione di un convegno sulle “Camorriste 2.0”, organizzato per avviare una riflessione multidisciplinare ed interistituzionale sui nuovi ruoli delle donne all’interno delle organizzazioni di stampo camorristico.

Al convegno, organizzato in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura del Comune di Napoli, l’Associazione di ex detenuti napoletani EX DON, la Fondazione Pol.I.S e la società di produzione televisiva Media Mediterranea, prenderanno parte Giuseppe Borrelli, coordinatore della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, Paolo Colangeli, autore della serie “Camorriste”, Nino Daniele, Assessore alla Cultura del Comune di Napoli, Mariavaleria del Tufo, Pro Rettore dell’Università Suor Orsola Benincasa, Marco Demarco, direttore della Scuola di Giornalismo “Suor Orsola Benincasa”,Simona Di Monte, sostituto procuratore presso la Corte di Appello di Napoli, Geppino Fiorenza, presidente del Comitato scientifico della Fondazione Pol.I.S, Pietro Ioia in rappresentanza dell’Associazione di ex detenuti napoletano EX DON, Sherin Salvetti, general Manager A+E Networks Italy, Isaia Sales, docente di Storia delle mafie al Suor Orsola e la scrittrice e regista Anne Veron.

 

Presentazione dell’Atlante sulle Mafie

Questo quarto volume dell’Atlante delle mafie è dedicato al rapporto tra economia e mafie. Il peso che le mafie hanno nell’economia mondiale (e non solo in quella italiana) è tale che ormai sono le relazioni economiche, al pari di quelle politiche, a differenziarle dalle altre forme di criminalità organizzata. Sono, infatti, i rapporti con l’economia e con i circuiti economici legali le qualità essenziali che differenziano una criminalità comune o semplicemente organizzata da quella di tipo mafioso. Le mafie sono tra i protagonisti della sfera economica. Il connubio tra organizzazioni criminali mafiose ed economie ufficiali (in Europa, negli Usa, e in altri Paesi del mondo) è un dato incontrovertibile che produce notevolissimi effetti a catena. Gli studi statistici specializzati e i principali centri di studi sull’argomento hanno da alcuni anni fornito dati abbastanza stabili che sono stati fatti propri da organismi come l’Onu e l’Ocse. E sono proprio organismi ufficiali che da tempo hanno preso atto che questo connubio non riguarda livelli periferici e marginali dell’economia, ma sempre più il cuore delle aree strategiche dell’economia e della finanza, con effetti spesso sistemici. Oggi il controllo del territorio è solo un aspetto dell’identità mafiosa. Il controllo dell’economia è diventato più essenziale di quegli altri aspetti che nel passato definivano le qualità mafiose.

Presentazione della serie “Camorriste”

Donne che narrano in prima persona la propria storia, senza nessun filtro e nessuna mediazione che offrono una visione narrativa del tutto nuova, facendo luce sul ruolo, ancora poco conosciuto, delle donne nelle organizzazioni camorristiche. La nuova serie tv di Crime Investigation ed History Channel ci offre l’occasione di indagare quattro universi femminili, quattro donne molto diverse tra loro, quattro regine dei clan, a volte madri, a volte figlie a volte amanti di potenti boss, che hanno affiancato i propri uomini, e li hanno poi sostituiti al comando della cosca quando se li sono visiti portare via dalla giustizia. Quattro donne di spicco della Camorra raccontano la loro irresistibile ascesa all’interno del clan e ci offrono uno spaccato del tutto inedito delle motivazioni e dei meccanismi che spingono una donna ad assumere ruoli chiave nell’organizzazione criminale. Donne che hanno guidato interi clan, che hanno gestito traffici, droga, racket, rifiuti, appalti, che hanno deciso della vita e della morte, che hanno perfino ordinato omicidi e che, a volte, li hanno commessi in prima persona, ma sempre in nome e per nome della fedeltà, e protezione dei propri cari e della propria famiglia. Camorriste loro malgrado. Camorriste per nascita, per amore, per fedeltà ai figli, alla famiglia. Hanno vissuto ascese improvvise e rapidissime al comando di clan potenti e rispettati. Hanno governato, creato alleanze con altre donne, combattuto come leonesse per le necessità del clan, sono state tradite e hanno finito per tradire.  Poi, un giorno, l’istinto che ha fatto loro scegliere la difesa degli affetti privati sopra di tutto e nonostante tutto, si è incrinato. Agguati, fughe, strazianti separazioni dai propri cari, fino all’unico approdo in grado di mettere fine a quell’esistenza criminale: l’incontro con la legge.