Il coraggio di una donna: 9 aprile 2014, oggi rinasco!

Emilia Sensale
Emilia Sensale

Riportiamo di seguito, la versione integrale del post  facebook della giovane giornalista Emilia Sensale, perché possa essere da esempio a tante altre donne che soffrono. 
Da oggi questa è una data importante che ricorderò per sempre, nel bene e nel male. Oggi, in quell’aula del Tribunale di Napoli, è nata una nuova Emilia Sensale, uguale a quella di prima per le virtù spesso non apprezzate e le passioni portate avanti con orgoglio tra mille ostacoli, ma diversa, diversa per una maturità acquisita con amare lacrime. Rinasco nel mio corpo che è stato brutalmente toccato, quel corpo che accetto per come è e che mi piace così, morbido, vero. Rinasco con la mia anima, quella che ha avuto il coraggio di firmare una denuncia.
L’unica cosa che ho sempre cercato è giustizia, non vendetta. Da me mai una parola di troppo o un nome, non è mai stato ciò che cercavo, ma solo giustizia per quelle circa quattro ore in cui son stata violentemente toccata, molestata, offesa, riempita di schiaffi e pugni, con un occhio che è sano per miracolo. Non ho mai ‘sbandierato’ nulla perché con un dolore di questa portata c’è ben poco da sbandierare ai quattro venti, più grande è un dolore e più nessun vento può portarti via una sola parola dalla bocca, dalle mani e dal cuore, anche se ringrazio i colleghi che mi hanno contattato dopo che hanno capito che fosse successo qualcosa e che volevano sostenermi, spesso stimolati dalla dolce collega Matilde Andolfo, tra le poche persone a sapere dettagliatamente in una confidenza quanto mi fosse accaduto e sempre pronta a starmi vicina.
Ebbene, oggi ho sentito quelle parole che credevo di poter ascoltare solo in TV. “In nome del popolo italiano…”. Due anni. Sei mesi per ogni ora in cui lui mi ha fatto del male. Ci sarebbero molte cose da dire, forse, chissà, nel bene e nel male, ma non è il caso di prenderle dal sacco delle mie riflessioni né ora né mai. Ho avuto giustizia. La giustizia terrena ha detto la sua, poi c’è la giustizia di Dio. In tutto questo passaggio c’è stata la mia piccola grande famiglia, il mio fidanzato Antonino Fiorinohe mi ha accettato nonostante tutto ciò che mi è accaduto e che anzi mi è vicino ogni giorno e che era dietro di me in aula; c’è stato il mio avvocato Antonio Masullo, brava persona e ottimo professionista, incontrato per caso lungo i sentieri del Signore e della poesia, che ringrazierò a vita e che spero di incontrare da ora in poi solo per motivi letterari e non al Centro Direzionale, se non per motivi decisamente più sereni; c’è stato Raffaele De Lucia: sei stata tu la prima persona che ho chiamato disperata, incredula, angosciata, distrutta, tu il primo a dirmi “Vai a denunciarlo, non avere paura”, tu il primo che devo ringraziare, forse senza quelle tue parole oggi non mi sarei trovata in quell’aula del Tribunale di Napoli.
Non so se avrò la forza di perdonare, non so se potrò mai dimenticare anche un piccolo pezzo di quanto accadutomi. Mi basterebbe non svegliarmi nel cuore della notte perché vedo quegli occhi impazziti guardarmi tra uno schiaffo e l’altro mentre mi dice “Tu non sei nessuno, tu non sei niente…”. Vorrei non ricordare il peso viscido di quelle mani su di me, eppure oggi sento che il mio coraggio è servito a qualcosa. Ora so che se si permette di far del male a qualche altra donna avrà ciò che merita, ma mi auguro di cuore che ciò non accada mai. Ecco, ‪#‎donna‬. Ora non ho più scuse, non mi servono altre tappe della mia vita, che pure arriveranno ma che saranno molto più belle, non ho bisogno di aspettare mentre la clessidra del tempo fa scorrere inesorabilmente la sabbia di un destino tutto da sognare, da costruire, da affrontare, da vivere.
Rinasco finalmente, meravigliosa, dolcemente D O N N A.
‪#‎noallaviolenzasulledonne‬

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