Il caffè sospeso di Napoli diventa sushi sospeso in Giappone

Salvatore Daniele
Salvatore Daniele

Il Caffè Gambrinus di Napoli ha rilanciato stamane la tradizione napoletana del “Caffè sospeso” con una mega caffettiera posta all’ ingresso del locale nella quale si possono lasciare gli scontrini già pagati per chi non può permettersi un caffè o anche altro ( ad esempio cibo ). In poche ore sono state decine le persone che hanno donato un sospeso. Tra i primi ad aderire all’ iniziativa Salvatore Daniele fratello del notissimo cantante Pino Daniele, il leader degli ecorottamatori Verdi Francesco Emilio Borrelli, Gianni Simioli, l’ attore Mariano Rigillo e anche 2 turisti stranieri. 

L’usanza è antica e risale a metà dell’Ottocento. Allora, a Napoli, il “sospeso” era un caffè offerto ai poveri della città dagli avventori più generosi. Per dare anche ai meno fortunati l’opportunità di gustarsi un espresso nel pieno rispetto della tradizione partenopea. Poi venne l’epoca del Boom economico e del benessere e il “sospeso” fu quasi dimenticato. Fino a oggi. Sí, perché con la crisi, la consuetudine di pagare un caffè a chi non può permetterselo é tornata. Tanto che, nel 2011, é nato addirittura un coordinamento nazionale, la Rete del caffè sospeso, che oggi conta una sessantina tra bar, festival e associazioni che hanno sposato la causa, da Trieste a Lampedusa. Senza dimenticare i casi di Spagna, Svezia e Brasile e Gaippone.
“In tutto il mondo – dichiarano i titolari del caffè i fratelli Antonio ed Arturo Sergio – stanno portando avanti la cultura napoletana del sospeso. Addirittura anche in Giappone c’ è il sushi sospeso. Noi vogliamo lanciare un messaggio ed una mobilitazione internazionale di solidarietà e fratellanza che parta proprio dal grande cuore di Napoli per combattere una crisi che sta devastando non solo l’ economia ma gli animi delle persone rendendole spesso cattive”.
“Questa iniziativa – continuano Francesco Emilio Borrelli e Gianni Simioli che hanno sostenuto questo progetto – è un omaggio anche a Luciano De Crescenzo che viene citato nel testo di presentazione del “caffè sospeso” appena si entra nello storico locale napoletano”.

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