Aeronautica, Formazione, Italia Meridionale

Giurano fedeltà alla Patria gli allievi del Rostro IV


Settantaquattro allievi del Corso Rostro IV, provenienti da tutte le regioni d’Italia e frutto di una rigorosa selezione, hanno giurato fedeltà alla Repubblica Italiana e alle sue istituzioni. La solenne cerimonia si è svolta sul Piazzale delle Medaglie d’Oro dell’Accademia Aeronautica, alla presenza del Capo di Stato Maggiore della Difesa, Ammiraglio Luigi Binelli Mantelli e del Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica Militare, Generale di Squadra Aerea Pasquale Preziosa.

 

Dopo il passaggio delle Frecce Tricolori, che hanno suggellato con la scia tricolore il momento del “lo giuro!”, ha avuto luogo il battesimo del corso.
L’Ammiraglio Luigi Binelli Mantelli ha ricordato che “la sacra semplicità del giuramento accomuna gli allievi di tutte le accademie di tutti i tempi, nella consapevolezza di potere e dovere essere protagonisti e non comparse delle Forze Armate e della storia della propria Nazione”.
Il Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica nel rivolgersi ai giovani del Corso Rostro IV ha detto loro “[…] dovete essere orgogliosi di essere divenuti militari, perché la militarità è un valore, un alto valore, per la società. Dovete essere orgogliosi […] perché avete giurato fedeltà alla Repubblica e alle sue istituzioni, rappresentate dalla Bandiera d’Istituto e alla quale ci inchiniamo tutti”.
Ha salutato, inoltre, i 3 protagonisti al rientro dalla Stazione Spaziale Internazionale: il Comandante Fyodor Nikolaevich Yurchikhin,  l’ingegnere di volo Karen Nyberg ed il  Maggiore Luca Parmitano, che nel 1995 ha iniziato la sua carriera militare in Accademia Aeronautica, ancora una volta la fucina che prepara tutti quanti, dai più grandi ai più piccoli al futuro.
Nel terminare il suo discorso il Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica, rivolgendosi ancora agli allievi,  ha ricordato loro che “[…] d’ora in avanti, avrete un compito, garantire la sicurezza del Paese. È questa l’ultima essenza dell’essere militare. […] Verrete preparati, cioè istruiti ed educati a farlo nel migliore dei modi possibili con sacrificio. Lo Stato investe su di voi. Investe sulle vostre aspettative sia che diventiate piloti, Ufficiali del ruolo delle Armi, ingegneri, commissari, medici o persino astronauti. Educare significa trarre, significa sviluppare il senso del dovere e l’istruzione è solo un mezzo per assurgere ad una più alta grandezza morale. L’educazione è il contenitore dell’istruzione. Senza educazione, l’istruzione diventa, come diceva Cadorna, perversa. La mancanza dell’educazione è sinonimo di assenza di regole di convivenza, di rispetto delle leggi e quindi di indisciplina soggettiva e sociale e l’indisciplina è un male antico della società. La disciplina proviene da lunga educazione ed è quella interiore la più efficace perché quella esteriore è imposta da altri e scompare in assenza dell’impositore. La disciplina serve soprattutto a noi stessi ed è essenziale nei momenti critici della nostra vita, anche operativa, durante le missioni di volo, durante le operazioni a terra”.
Nel suo discorso il Comandante dell’Accademia Aeronautica, Generale di Squadra Aerea Fernando Giancotti, dopo aver salutato tutte le Autorità militari e civili e gli ospiti intervenuti, ha evidenziato che gli allievi: “[…] dopo questo giuramento saranno diversi, poiché essi si dedicano oggi ai valori contenuti nella formula che leggerò e che decliniamo nel quotidiano con i principi della Forza Armata: Eccellenza, Rispetto, Esempio, Dedizione, Integrità. EREDI è l’acronimo che li racchiude, poiché i ragazzi divengono oggi, come tutti noi siamo, eredi di un patrimonio di competenze e di valori che debbono comprendere, arricchire e passare ai propri eredi, ogni giorno, nella intera vita professionale e oltre, come i padrini ci testimoniano oggi”.
Nel corso della cerimonia ha rivolto il suo indirizzo di saluto al Corso Rostro IV anche il Tenente Colonnello Gianfranco Paglia, Medaglia d’Oro al Valor Militare che nel suo toccante discorso, ha detto loro ”[…] nella vita non è importante camminare con le proprie gambe o su una carrozzina, ma la consapevolezza di aver fatto sempre il proprio dovere […]”.
Nel suo intervento il Generale Giuseppe Piseddu, centenario, unico superstite del corso Rex, decorato con una medaglia d’argento e tre medaglie di bronzo al valor militare, ha invitato gli allievi a mantenere immutato l’entusiasmo di oggi, che li sosterrà nel corso della carriera, consapevoli che questa potrà dare loro soddisfazioni che pochi altri giovani potranno realizzare.
Al termine della cerimonia il Generale Preziosa ha consegnato al Generale Piseddu il libretto caratteristico del volo della sua lunga carriera.


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