Giurano 139 neo Marescialli dell’Esercito

c0875056-4f8f-4adc-89de-9b0dbcd0b4e7ok_mare6_siI 139 allievi del 16° Corso  Marescialli dell’Esercito hanno giurato fedeltà alla Repubblica italiana a Viterbo, alla presenza del Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, Generale Claudio Graziano; e il Tenente Colonnello Gianfranco Paglia, Medaglia d’Oro al Valore Militare per la missione IBIS in Somalia.

I frequentatori del 16° corso sono complessivamente 139 di cui 66 sono stati selezionati con un concorso pubblico al quale hanno partecipato oltre 16.000 concorrenti. Gli altri 73 sono i vincitori di un concorso interno, riservato ai Sergenti e ai Volontari in servizio permanente, strumento attraverso il quale l’Esercito garantisce la possibilità di progressione al proprio personale meritevole.  Gli Allievi rimarranno presso la Scuola Sottufficiali dell’Esercito per tre anni conseguendo una laurea di 1° livello in “Scienze Politiche” o in “Infermieristica”, prima di essere impiegati quali Comandanti di plotone.

La Scuola Sottufficiali dell’Esercito, comandata, dallo scorso ottobre, dal Generale di Divisione Antonio Zambuco, è il Polo responsabile della formazione dei Marescialli Comandanti di plotone, dei Marescialli qualificati Infermieri e dei Sergenti. Dal 1965 al 1995, presso la casa madre dei Sottufficiali dell’Esercito, si sono succeduti 77 corsi per un totale di circa 35.000 Allievi Sottufficiali; nel 1998 l’Istituto ha assunto l’attuale denominazione di Scuola Sottufficiali dell’Esercito e, da allora, sono stati formati oltre 3.000 Marescialli.

Il Generale Graziano, nel suo intervento, ha sottolineato il ruolo del maresciallo comandante di plotone e della sua formazione. “Oggi – ha detto il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito – il comandante di plotone potrebbe trovarsi a operare isolato ed essere la massima espressione operativa dello Stato in aree di crisi. Per questo deve essere addestrato a confrontarsi con autorità locali, organizzazioni non governative, e rappresentanti di altri paesi, continuando a comandare i propri uomini in una situazione di rischio elevato.m Dalle missioni all’estero abbiamo appreso che addestramento e formazione sono così importanti da essere diventati un compito nuovo nelle future operazioni di pace. Soltanto attraverso la formazione e l’addestramento delle forze locali si può garantire la sicurezza, la democrazia e l’unità di quei paesi. Proprio in quest’ottica – ha concluso il Generale Graziano – si inquadra l’impegno dell’Esercito a favore delle forze di sicurezza libiche a Cassino, dove a guidare gli istruttori sono proprio marescialli, come sarete voi, che in questo modo contribuiscono alla sicurezza internazionale”.

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