Gemellaggio istituzionale tra il Veneto e un Land tedesco

Consolidare la formazione duale e le relazioni imprenditoriali sono stati al centro del colloquio a palazzo Balbi tra l’ambasciatore di Germania Viktor Elbling, accompagnato dal console onorario per il Nordest Paola Nardini, e l’assessore regionale all’istruzione e formazione Elena Donazzan.

Lo sviluppo di un gemellaggio istituzionale tra il Veneto e un Land tedesco che metta in dialogo diretto scuole e aziende – al fine di consolidare la formazione duale e le relazioni imprenditoriali – sono stati al centro del colloquio a palazzo Balbi tra l’ambasciatore di Germania Viktor Elbling, accompagnato dal console onorario per il Nordest Paola Nardini, e l’assessore regionale all’istruzione e formazione Elena Donazzan.

Per l’ambasciatore Elbling e l’assessore Donazzan la cultura e la cospicua presenza di istituti storici e culturali, i sistemi scolastici e formativi  e il modello produttivo vocato alla manifattura e fondato sulle piccole e medie imprese sono ambiti privilegiati della naturale vicinanza tra le due realtà geografiche, da sviluppare con ulteriori forme di collaborazione istituzionale.

“Con i progetti Move e Move in alternanza, sostenuti con i fondi europei Fse – ha ricordato l’assessore veneto – almeno duemila studenti veneti ogni anno potenziano la conoscenza delle lingue straniere con soggiorni all’estero e vivono esperienze di alternanza scuola-lavoro e di apprendistato anche in imprese estere, in prima fila quelle tedesche. Molti istituti scolastici, inoltre, hanno promosso rapporti di scambio e collaborazione con scuole tedesche, al fine di favorire l’apertura internazionale dei giovani, l’acquisto di nuove competenze e la formazione di una coscienza europea. La proposta tedesca di ‘mettere a sistema’ queste esperienze creando un rapporto di partenariato tra il sistema scolastico veneto e quello di un Land, assimilabile al Veneto per popolazione e organizzazione, come potrebbe essere il Nord Reno-Vestfalia, apre una interessante prospettiva di nuove relazioni e di sviluppo non solo per il nostro sistema formativo e i poli di alta formazione, ma anche per le nostre imprese”.

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