Federmeccanica: Prioritario il rilancio dell’industria metalmeccanica

Federmeccanica: Prioritario il rilancio dell'industria metalmeccanica

Più di 100 mila imprese per oltre un milione seicentomila lavoratori. 120 miliardi di valore aggiunto, la metà di quello manifatturiero. 222 miliardi di export, circa il 50% delle esportazioni complessive italiane. Sono alcuni degli indicatori economici che mostrano la rilevanza dell’industria metalmeccanica nazionale.

Più di 100 mila imprese per oltre un milione seicentomila lavoratori. 120 miliardi di valore aggiunto, la metà di quello manifatturiero. 222 miliardi di export, circa il 50% delle esportazioni complessive italiane.

Sono alcuni degli indicatori economici che mostrano la rilevanza dell’industria metalmeccanica nazionale. “Bisogna puntare di più su questo autentico motore dell’economia del Paese”, dichiara Simona Capasso, Vice Presidente di Federmeccanica e Presidente della Sezione Industria Metalmeccanica di Unione Industriali Napoli, in occasione  dell’iniziativa ‘I giorni della metalmeccanica’ lanciata da Federmeccanica su tutto il territorio nazionale.

L’allarme dell’imprenditoria nasce dai numeri: per quattro trimestri consecutivi la produzione industriale del settore manifatturiero è stata negativa, gli ultimi due nel settore metalmeccanico. “Chiediamo alle istituzioni”, sottolinea Capasso, “di sostenere gli investimenti privati produttivi e di realizzare le infrastrutture necessarie a migliorare il contesto in cui opera l’impresa. Ma anche di debellare la burocrazia che frena lo sviluppo, di rendere più flessibile il mercato del lavoro in entrata e in uscita e di creare sistemi educativi a misura dei fabbisogni di aziende sempre più impegnate a innovare processi, prodotti e modelli organizzativi, anche alla luce del cambiamento radicale indotto dalla svolta 4.0”.

La Vice Presidente di Federmeccanica rimarca l’importanza strategica del diritto soggettivo alla formazione, introdotto con una riforma epocale con il rinnovamento contrattuale avviato a fine 2016. “I risultati sono stati positivi anche nel Sud, dove risulta in forte crescita l’impegno dell’impresa nella  risorsa umana e nella formazione, fattore di sviluppo nel  mutato contesto  del mercato e dell’innovazione tecnologica. Con particolare attenzione per la sicurezza sul lavoro e la formazione on the job, in cui le percentuali delle imprese meridionali coinvolte superano il dato medio nazionale”.

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