FEDERICO II, CANTONE: LEGGE SU CORRUZIONE BUONA, BICCHIERE MEZZO PIENO

“La legge sulla corruzione è un bicchiere mezzo pieno. Si poteva fare di più, e si dovrà fare di più, ma in questo momento si rischiava di creare divisioni in Parlamento e non fare passare norme utili che ci sono in questa legge”, così Raffaele Cantone, presidente dell’Autorità nazionale Anticorruzione durante il seminario organizzato alla Federico II dal prof. Roberto Vona, al quale hanno partecipato il direttore de “Il Mattino” Alessandro Barbano ed il rettore dell’Università Federico II Gaetano Manfredi.

Durante la lezione dal titolo “La corruzione e lo sviluppo delle aziende criminali”,  il presidente dell’Anac si è soffermato sul ruolo dell’impresa e dell’imprenditore criminale: “Le organizzazioni mafiose non sono solo quelle che sparano ma sono ormai soprattutto quelle che gestiscono attività economiche lecite. Imprenditore criminale è quello che gestisce gli appalti per i clan. Il mafioso, come lo intendiamo tradizionalmente, può gestire anche dal 41bis i suoi affari, grazie a prestanome. Il modo più efficace per contrastare questo sistema è la repressione fiscale.”

Cantone si è soffermato sul tema dell’economia e dei beni confiscati alle organizzazioni criminali chiarendo come sempre più bisogna intervenire sulle disponibilità economiche delle mafie. “Lo stato ad oggi ha incamerato tantissimi beni confiscati alle mafie. Ma se non vengono riutilizzati, si fa un danno alla lotta alla mafia”.

Riguardo  “open data” e trasparenza, “La battaglia alla corruzione ed alle mafie deve essere una battaglia culturale. Senza il concreto aiuto dei professionisti non ce la potremmo mai fare. Bisogna includere la parte migliore dei cittadini”.

Cantone_20alla_20Federico_20IIL’incontro ha avuto luogo  presso l’Aula G4 dell’Università Federico II – Complesso di Monte Sant’Angelo inserito nel ciclo LEMIC (Laboratorio di Economia e Management delle Imprese Criminali), organizzato dal Prof. Roberto Vona, che da ormai cinque anni, con l’aiuto del procuratore Giovanni Conzo, tiene annualmente cicli di seminari sul tema dell’economia criminale.

In particolare, nelle lezioni e testimonianze del LEMIC si approfondiranno argomenti di grande rilievo etico, sociale e tecnico, collegati ai fondamenti dei “business” mafiosi, alle fonti di approvvigionamento del capitale criminale, all’internazionalizzazione dell’imprenditorialità criminale, al riciclaggio dei capitali illeciti,

All’amministrazione giudiziaria e alla gestione delle aziende sequestrate e confiscate, alla corruzione e al controllo mafioso degli appalti nella Pubblica Amministrazione, portando l’attenzione degli studenti sugli straordinari sforzi effettuati dallo Stato per contrastare la metamorfosi e lo sviluppo aziendale delle attività malavitose.

L’iniziativa, interamente realizzata con la collaborazione e la partecipazione di protagonisti assoluti della Procura della Repubblica e del Tribunale di Napoli, della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, della Direzione Nazionale Antimafia, dell’Autorità Nazionale Anticorruzione, della Guardia di Finanza, del Corpo Forestale dello Stato, della Banca d’Italia e della Banca Centrale Europea, dell’Ordine dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili di Napoli, dell’Associazione studentesca UNINA, si propone l’obiettivo di alimentare la cultura della legalità attraverso l’informazione tecnica e professionale, per contribuire alla formazione delle coscienze e per sostenere le scelte dei professionisti e dei manager del futuro.

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