ESTATE 2016, LA NUNZIATELLA SUI LUOGHI DELLA GRANDE GUERRA

La terza tappa del percorso storico-emotivo ha visto impegnata la “Sezione Veneto – truppe da montagna”  a Passo S.Pellegrino – Cima Bocche – “canalone degli arditi”.

Continuando il programma di Celebrazioni del Centenario della Grande Guerra 1915-1918, quest’anno la Sezione Veneto dell’Associazione Ex Allievi della Nunziatella, dopo la gita a Sappada e alle sorgenti del Piave – fiume sacro alla Patria, propone un calendario di escursioni sui luoghi della Grande Guerra che si svilupperà per tutta l’estate e culminerà con la gita al Monte Ortigara il 18 settembre. Il programma comprende semplici camminate montane, per sentieri e boschi, adatte a tutti; percorsi alpinistici più o meno impegnativi per appassionati; qualche via ferrata per i più ardimentosi.

La Sezione Veneto – Guglielmo Pepe dell’Associazione Nazionale Ex Allievi Scuola Militare Nunziatella nasce a Treviso, il 13 ottobre 1984, grazie all’impegno volontaristico di alcuni ex allievi presenti in Veneto che decisero di divenire il punto di riferimento dei tanti ex compagni di passaggio o dimoranti in zona, per rinfocolare l’eterno e magico legame tra chi “frequentò il rosso Maniero” e da lì usci forgiato per divenire Uomo…con la H maiuscola!… sempre pronto a servire in armi o in borghese il proprio Paese – che Noi fieramente chiamiamo Patria – e comunque sempre conscio di avere una responsabilità forte – servire e proteggere!
Da allora, l’impegno della Sezione è stato ed è rivolto al costante impegno di raccogliere i vari ex  di passaggio o stanziali in Veneto e Trentino Alto Adige; mantenere sempre vivi e genuinamente presenti i principi che alla Scuola ci insegnarono; rinfocolare ogni volta e ad ogni occasione il legame forte e sacro fra tutti i Fratelli di DuePizzi tra loro, con “mamma Nunziatella”, tra mondo civile e Forze Armate; mantenere sempre attiva la memoria storica del nostro Popolo, troppo spesso ignorante e indolente, verso tutte le vicende storiche della nostra Italia. Tutto ciò,  attraverso eventi istituzionali, cerimonie militari e formali, commemorazioni varie e ovviamente momenti goliardico-scanzonati per raccontare e far conoscere ed apprezzare Noi Nunziatelli nella Storia e nella vita di tutti i giorni.
LA TERZA TAPPA: Passo S.Pellegrino – Cima Bocche – “canalone degli arditi”

Qui, attraversati i prati della torbiera, si è imboccato il sentiero 628, che parte  con una via sterrata, e si inoltra nelle praterie punteggiate da conifere del Ciamp de l’Ors, ricca di meravigliosi rododendri e attraversata dall’omonimo rio.
Dopo circa un’ora e mezza, seguendo l’antico tratturo della carreggiabile militare, si trovano i primi resti di ricoveri e rifugi militari italiani, a ridosso della linea di fuoco e della terra di nessuno, si raggiunge la forcella e il bivacco (in realtà una tettoia con un tavolo) Iuribrutto a quota 2381 dove è possibile bivaccare.
Conclusa la “passeggiata” lungo il sentiero del versante sud di Cima Bocche, verso la sommità e le postazioni austriache fino a quota 2475, prima di rientrare, come sempre in queste escursioni è solito fare, in corrispondenza del ripidissimo “canalone degli arditi” di Cima Bocche, si è svolto il momento storico-emotivo con inquadramento degli eventi bellici succedutisi cent’anni fa e lettura della <Preghiera dell’Allievo> a suggello e ricordo di tutti gli “Anzianissimi” che servirono la Patria nella Grande Guerra.

Nota storica
Durante la Grande Guerra la zona, così come i territori limitrofi, fu un ‘punto cardine’ della difesa austriaca della Valle di San Pellegrino ed è stata teatro di cruenti combattimenti fra i soldati italiani della ‘Brigata Tevere e Calabria’ e i ‘Kaiserjäger’ austro – ungarici.
La prima linea austro-ungarica tagliava la valle del Travignolo poco a monte di Paneveggio, per risalire lungo l’opposto versante fino a Cima Bocche. La zona di Cima Bocche rappresentava il cardine della difesa austriaca in questa porzione di fronte.
La conquista del caposaldo avrebbe consentito alle truppe italiane lo sfondamento della linea difensiva austriaca, spalancando le porte verso le Valli di Fiemme e di Fassa.
Per questo, fin dalle prime settimane di guerra, si svolsero azioni esplorative. Fu nell’estate seguente, tuttavia che le truppe italiane tentarono a più riprese di impadronirsi del caposaldo di Cima Bocche, risalendo dal versante sud-est sotto il costante fuoco delle mitragliatrici austriache.
In particolare, gli uomini delle Brigata Tevere, mandati a ondate ripetute all’assalto, pagarono un dolorosissimo tributo di sangue.
Nel 1916, dopo un inverno particolarmente rigido e nevoso che causò molte vittime, specie per le valanghe primaverili, si scatenò la contesa per il controllo di Cima Bocche. All’alba del 20 luglio 1916 il 1° battaglione della Brigata Tevere con azione di sorpresa giunse a ridosso delle linee austriache, ma la reazione fu tale che gli italiani furono costretti a ripiegare pur trincerandosi in prossimità delle posizioni avversarie.
I combattimenti durarono tutta l’estate fino all’ultima azione del 3 novembre 1916 quando la Brigata Tevere (215° e 216° Fanteria), che aveva già perso circa 2000 uomini, riuscì ad espugnare un punto strategico chiamato “osservatorio” e a tenerlo per breve tempo. Gli austriaci contrattaccarono lasciando sul terreno 200 morti davanti alle postazioni perdute, riuscendo, dopo 5 giorni di furiose battaglie ravvicinate, a riconquistare l’avamposto “osservatorio”. Lungo tutto il costone di Cima Bocche e sul sentiero attrezzato del Gronton rimangono oggi numerosi resti di opere belliche e reperti, muti testimoni di quell’epoca: trincee, postazioni, camminamenti, scalinate, fondamenta di baracche.

Uno per tutti: Tra i tanti Ex Allievi in guerra, a Cima Bocche, col suo 216° Fanteria, combatté anche il capitano Giuseppe De Bonis (corso 1910-913) che poi cadrà il 7.09.1917 a Dosso Faiti sul Carso.