Dacia Maraini è la vincitrice del premio Matilde Serao

È Dacia Maraini la vincitrice del premio letterario Matilde Serao, giunto alla terza edizione, la premiazione è avvenuta nel corso dell’evento organizzato dal quotidiano ‘Il Mattino’ nel Palazzo di Poste Italiane a Napoli

È Dacia Maraini la vincitrice del premio letterario Matilde Serao, giunto alla terza edizione, la premiazione è avvenuta nel corso dell’evento organizzato dal quotidiano ‘Il Mattino’ nel Palazzo di Poste Italiane a Napoli
Sul palco si sono avvicendati scrittori registi cantanti, intervistati dai giornalisti dello stesso quotidiano co-fondato dalla Serao.
Il premio letterario dedicato a Matilde Serao, è assegnato a Dacia Maraini, anche lei scrittrice e giornalista, poetessa e drammaturga, vincitrice dopo Antonia Arslan, di origini armene, e l’iraniana Azar Nafisi.
La serata è stata introdotta dalla proiezione di un video prodotto da Giffoni Experience, «È una suggestione composta da una serie di volti femminili» e Miriam Candurro, che ha letto una selezione di brani della Serao.
Federico Vacalebre ha intervistato Enzo Avitabile, uno scambio costante sul ruolo dei bambini, ogni creatura è un’isola davanti al mare, un altro argomento al centro della scrittura di donna Matilde è quello dell’infanzia, soprattutto negata; Iaia Forte e Donatella Trotta sulla battaglia delle donne, che sono ancora discriminate sullo stipendio, bisogna ripartire dalla scuola, dai maestri; Generoso Picone e don Tonino sulla febbre del gioco come la Serao scrisse a suo tempo, le cose non sono cambiate; Titta Fiore e Marco d’Amore contro la retorica delle parole, le parole possono essere leggere o pietre, ed annuncia x rimanere sul tema dei bambini iniziato da enzo avitabile, il film che sta girando con protagonista un bambino.
Il direttore del Mattino Federico Monga in ultima analisi ha intervistato la Maraini, che ha sottolineato per l’occasione il suo il legame con Matilde Serao, donne unite dal piacere nel raccontare e dall’impegno civico. «Siamo state due oneste testimoni del nostro tempo», la scrittrice si sofferma sulla globalizzazione, di come stia cambiando la nostra realtà commerciale, la comunicazione e dei suoi effetti sulla letteratura che deve però, prima di tutto, rimanere nel suo ruolo, ovvero addentrarsi nella profondità della vita, dei temi che analizza.

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