Cybersex e nuove generazioni: amarsi senza toccarsi

Cybersex

Una volta esisteva la dipendenza da alcool, da droghe e da tabacco. Ma si sa, con il cambiare delle generazioni, cambiano le mode e le dipendenze di “modernizzano” grazie alla diffusione di nuove tecnologie che conducono a grandi mutamenti nel nostro vivere quotidiano attraverso la creazione di realtà completamente parallele.

Una volta esisteva la dipendenza da alcool, da droghe e da tabacco. Ma si sa, con il cambiare delle generazioni, cambiano le mode e le dipendenze di “modernizzano” grazie alla diffusione di nuove tecnologie che conducono a grandi mutamenti nel nostro vivere quotidiano attraverso la creazione di realtà completamente parallele. Una di queste, che rappresenta una delle modalità più distruttive tra i giovani e gli adolescenti e si sta lentamente trasformando in una piaga sociale per i risvolti sulla psiche e le relazioni, è la pornografia virtuale, mediante l’accesso ai siti internet. Questa dipendenza sessuale esprime in tutte le sue sfaccettature le contraddizioni per eccellenza di una società e di uno stile di vita che cerca di assecondare ogni possibile emozione: essa spegne le coscienze e porta a galla difficoltà molto simili a quelle riscontrate nel mondo reale. Il Cybersex è un virus che infetta la facoltà più alta dell’uomo, la sua intelligenza, dominandogli la ita, lo studio, gli impegni di lavoro, fino allo svago, favorendo la tendenza a vedere le persone come corpi pornografici: il dipendente, pertanto, si rifugia sempre di più in esso per scappare dalle frustrazioni della vita ordinaria, si disinteressa degli altri aspetti della vita, fino a portare la sua mente ad una perfetta atrofizzazione. Si rivela, così, la disumanità fatta carne che porta a mettere in atto comportamenti che fanno pensare all’”altro” come oggetto di piacere: da qui il forte legame tra pornografia e violenza, un sintomo eloquente della sensazione di indegnità e rabbia interiore, fino alle sevizie e all’omicidio.

Cambiano le prerogative, e cambiano che i tempi: la navigazione, e l’influsso che tutto ciò presenta sulla fantasia e la mente, tende ad ampliarsi per via di una offerta sempre più nuova e facilmente disponibile, finendo per far erodere al dipendente stesso tutto il tempo libero che si ritrova sullo schermo del computer.  Cambiano i tempi, ma cambiano anche le modalità i diffusione: a differenza del mezzo stampato, esso raggiunge una fascia sempre più grande che può diventare pericolosa per chi, nell’età dello sviluppo, comincia a fare i conti con la dimensione delicata e complessa della sessualità. Cambia la diffusione, e cambia anche l’anonimato, che può coprire difficoltà relazionali o la mancata accettazione di sé: un semplice click consente di entrare ovunque con facilità e decidere quale identità assumere, grazie alle immense possibilità offerte dalla comunità virtuale. Cambia l’anonimato, ma rimane sempre la stessa l’incapacità di fermarsi, di dire “no” al pensiero di continuare a navigare: gli studiosi parlano di “craving”, proprio anche della dipendenza da sostanze.

Attualmente la maggior parte degli utenti che frequentano siti pornografici su internet sono adolescenti: secondo i dati di Internet Filter Review, negli Stati Uniti l’età media dei bambini che entrano a contatto con la pornografia online è di 11 anni, mentre coloro che maggiormente accedono al cybersesso hanno tra i 12 e i 17 anni. In Italia, invece, il 61% dei visitatori rientra nella fascia di età tra i 18 e i 34 anni, ma secondo i dati di Covenanteyes l’80% di essi entra in contatto con la pornografia prima della maggiore età. È difficile avere dati precisi, sia per la caratteristica oscura e liquida del Dark web sia per il suo rapido e capillare incremento, ma sembra che il porno occupi il 30% del traffico Internet, e ogni minuto registri 63.000 visitatori, con un guadagno di almeno 5.000 dollari al secondo.

Quali sono i motivi per cui gli adolescenti accedono a contenuti sessuali online? Innanzitutto per avere informazioni sulla sessualità, in mancanza di altri supporti come la famiglia, la scuola o altri professionisti del settore per via di un linguaggio adeguato ancora in itinere. Internet gli permette di sapere di tutto e di più sull’argomento: più ne sanno, più viene loro attribuito uno status superiore dai pari con cui condividono le informazioni. In secondo luogo per accrescere il proprio piacere e desiderio personale sia in solitudine che in relazione con qualcun altro: in entrambi i casi usufruire di materiale pornografico di solito si accompagna alla masturbazione.

La pericolosità dei "Nudes" mandati in Internet
La pericolosità dei “Nudes” mandati in Internet

Nuova frontiera dei cybersex è il Sexting, pratica molto diffusa soprattutto tra gli adolescenti che si scambiano contenuti sessuali per due motivi: per esplorare la sessualità o come forma di corteggiamento e dimostrazione di affetto. La parole deriva da un neologismo inglese di due parole, sex (sesso, ndr) e texting (messaggiare, ndr): indica l’invio di messaggi e immagini sessualmente impliciti attraverso il telefono cellulare o altri strumenti informatici. Le conseguenze sono, però, spesso negative: quei contenuti possono diventare tanto una sorta di micro-prostituzione per via di divulgazione di video e foto in cambio di soldi, quanto un’arma di ricatto per la divulgazione in rete senza consenso. Gli esiti di questi ultimi comportamenti possono essere, così, devastanti per la reputazione di una persona ed avere un impatto psicologico pesante: il materiale divulgato non può più essere recuperato o eliminato e può essere utilizzato da molestatori e stalker.

Le somme tirate alla fine, tuttavia, portano all’analisi di conseguenze tanto positive quanto negative. Di positivo c’è che in fondo i nativi digitali non sono poi così diversi dagli adolescenti di qualche anno fa: ciò che li muove è la curiosità, condividono ciò che sanno con i loro pari come accadeva un tempo e nella maggioranza dei casi il sesso virtuale è solo una componente aggiuntiva alle relazioni sociali che hanno nella vita reale. Di rischioso c’è che questi ragazzi non trovano ancora qualcuno di competente che sia in grado di comunicare con loro su questo argomento e di fornirgli le giuste competenze non solo in campo sessuale ma anche in campo affettivo, emotivo, relazionale.

È in gioco, pertanto, il futuro di intere generazioni che si vedono rubare i propri sogni e gli affetti più cari da una visione distorta e falsa della sessualità, per ridursi a oggetto di consumo: il confronto con quanto visionato sui siti aumenta nel ragazzo l’ansia da prestazione e il senso di inadeguatezza e vergogna, considerandosi indegno di stima e di affetto. Tutto ciò finisce per condizionare non solo i comportamenti sessuali ma il più generale ambito delle relazioni, connotate dalla spersonalizzazione e dalla violenza. Per questi e altri motivi è importante che gli adolescenti vengano sensibilizzati sui rischi connessi alla esposizione di contenuti personali, tanto più se a sfondo sessuale. In tal senso sono state promosse dall’Organizzazione Save the children, insieme alla Commissione Europea, alcune campagne con lo scopo di informare i minori sui pericoli derivanti dall’uso non consapevole degli strumenti tecnologici. Anche i genitori, gli insegnanti, le altre figure educative vanno informate sui rischi connessi all’uso della rete: spesso i ragazzi sono molto più esperti di web e strumenti tecnologici rispetto agli adulti e questo crea delle difficoltà nella gestione delle problematiche che emergono dal loro utilizzo. E’ dunque importante cercare di colmare questo gap attraverso l’informazione. È fondamentale trasmettere ai ragazzi una educazione alla sessualità e all’affettività, in modo che possano costruire per il loro futuro delle buone carezze. Un futuro più umano e meno virtuale. Un futuro fatto di più sesso reale e meno di immagini e video artificiosi.

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