Attenzione alla depressione

Esperti del settore e della comunicazione al convegno che si è tenuta nella suggestiva cornice del Castello di Corte ad Acerra, la seconda edizione dell’evento “Un pensiero per Fiorella Fabiola” a sostegno delle vittime della depressione, patrocinato dal comune di Acerra e ideato dalla presentatrice, conduttrice tv e attrice campana Magda Mancuso sul tema della depressione in età giovanile e matura.


Ermanno Corsi, decano dei giornalisti campani, ha moderato i relatori presenti, Maddalena Sarnataro e Edda Cioffi psicologhe e psicoterapeute, la cantante Lucia Cassini madrina dell’evento, Lorenzo Crea direttore di Retenews24, Simona Cavallaro, Angelo Iannelli e Domenico Contessa.
La serata sarà arricchita dal conferimento del premio alla carriera al giornalista Ermanno Corsi e all’attrice Lucia Cassini.
Le psicologhe intervenute hanno posto l’attenzione sulla importanza della vita sociale specie in età adolescenziale, anche a seguito dell’abbassamento dell’età dei pazienti che stanno curando, non chiudendosi in se stessi e a confrontarsi in famiglia che deve essere il primo rifugio per questo malattia cosi subdola che tendiamo a sottovalutare.
Magda Mancuso: “La depressione si può vincere e si può anche prevenire”, afferma la popolare conduttrice, che cinque anni fa ha perso sua sorella gemella, Fiorella Fabiola, il titolo del convegno, che all’età di 38 anni si è tolta la vita in seguito ad un lungo periodo di depressione.
Ecco l’idea di Magda di realizzare un convegno/evento, non solo per ricordare tutti coloro che non hanno saputo superare il malessere della depressione, ma anche per lasciare un messaggio di speranza, attraverso la presenza e la parola di relatori che sono professionisti del settore.
Secondo gli esperti intervenuti la depressione, dati Istat, è il disturbo mentale più diffuso in Italia, colpisce 2.8 milioni di persone, è una malattia dell’anima, ma che poi diventa anche del corpo e chi ne soffre si sente inadeguato, inappropriato in una società che non li capisce, tanto da privarsene e chiedere scusa ai propri familiari, ciononostante c’è chi con la propria forza riesce a dominare e sconfiggere questo “male nero”.
Spesso questa malattia è invisibile agli occhi esterni, solo i familiari ne sono a conoscenza, insomma per esperienza la depressione uccide, è inutile negarlo o sdrammatizzarlo, ma prima, allontana, rinchiude, soffoca, un male subdolo ed inesorabile, che spesso tende ad uccidere anche chi si trova vicino al malato, ma una volta toccato il fondo si può risalire con l’amore della famiglia e coltivando le proprie passioni, nulla è impossibile, le parole di conforto e vicinanza che le psicologhe hanno caldeggiato in definitiva.

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