Arancia meccanica in teatro con le musiche di Morgan

[vc_row][vc_column][vc_column_text]di Katiuscia Laneri

Morgan firma le musiche per la versione teatrale di ‘Arancia Meccanica’, rivisitata da Gabriele Russo, che debutterà sul palco del Bellini di Napoli dal 1 aprile 2014.

“A distanza di 51 anni dalla prima pubblicazione del romanzo ci si rende conto di quanto Burgess avesse saputo guardare anche oltre il suo tempo, presagendo, attraverso la storia di Alex e dei suoi amici Drughi, una società sempre più incline al controllo delle coscienze ed all’indottrinamento di un pensiero unico”.  Spiega Gabriele Russo ad una folta platea di giornalisti accorsi incuriositi alla versione contemporanea da un testo reso cult dalla pellicola di Kubrick. “Se negli anni sessanta  – continua – quei temi stavano appena cominciando a diventare materia di argomento e riflessione oggi siamo tutti molto più consapevoli del tentativo di controllo delle coscienze a cui noi tutti siamo sottoposti”.

“Tuttavia, quando ho letto l’adattamento che lo stesso Burgess ha elaborato a suo
tempo per il teatro, sono rimasto sorpreso e coinvolto dalla sua completa autonomia
drammaturgica. Nella prima parte al linguaggio originale e caratterizzante dei quattro drughi, si alternano canzoni in versi corredate di libretto e spartito scritto dallo stesso Burgess, aspetto che almeno nella struttura se non nel contenuto mi ha fatto pensare ad un testo brechtiano.
Trovando nella parte musicale uno degli elementi distintivi dell’opera, è stato naturale
pensare ad un musicista fuori dagli schemi, prorompente ed originale, un musicista
che in qualche modo somigliasse ad Arancia Meccanica, Marco Castoldi in arte
Morgan”.

Nessun dubbio, dunque per il regista nel coinvolgere il leader dei Blue Vertigo per una occasione che lo stesso Morgan dice di “voler sfruttare”  per farne poi un nuovo album.
«Mettere in scena Arancia meccanica è una operazione moderna e utile – racconta  – proprio per diffondere l’idea di non violenza nella nostra società. Sia chiaro: tutto quello che il testo racconta è corretto, è il modo di metterlo in pratica che è sbagliato».

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