All’ambasciata d’Israele in Italia presentato il concerto di Pasqua

Pino IzzoItalia ed Israele sono due terre con una cultura millenaria alle spalle, ed è bello unire le nostre forze per realizzare un progetto comune in nome della nostra grande tradizione. Penso che iniziative come queste siano un esempio di come, nel nome della cultura, due paesi già amici possano rafforzare ancora di più il loro legame”. Sono state queste le parole di Naor Gilon, ambasciatore d’Israele in Italia, che hanno aperto la conferenza stampa di presentazione del Concerto di Pasqua organizzato dalla Fondazione Ravello con Emilia Romagna Concerti, in collaborazione con la stessa ambasciata e con il Patrocinio del Pontificium Consilium de Cultura presieduto da Sua Eminenza, Cardinal Gianfranco Ravasi. Dopo la fortunata tappa in Terra santa dello scorso 8 aprile infatti, l’Orchestra dei Giovani Europei, arricchita per l’occasione dai migliori elementi dellaJerusalem Academy of Music, farà tappa, sabato 19 aprile (ore 19) all’Auditorium Oscar Niemeyer di Ravello (la mini tournèe si chiuderà a Ravenna il 21). “Una sintesi di quello che dovrebbe essere la cultura: musica, dialogo, integrazione. Per questo – ha detto il Presidente della Fondazione Ravello, Renato Brunetta – ho spinto molto per realizzare questo progetto e poter così celebrare al meglio la Pasqua”. Il concerto, così come sottolineato dallo stesso Brunetta, inaugura idealmente la stagione performativa del Ravello Festival che prenderà ufficialmente il via il prossimo 21 giugno. “Grazie all’auditorium che ha segnato una vera e propria svolta per Ravello – ha aggiunto il direttore generale del Festival, Stefano Valanzuolo – abbiamo intrapreso con convinzione la strada che ci porta ad avere eventi lungo l’intero arco dell’anno. Dopo questo concerto, il 17 maggio, sempre l’auditorium ospiterà un progetto di Giovanni Bellucci dedicato a William Shakespeare con la partecipazione di Giancarlo Giannini”. È toccato poi al maestro Paolo Olmi, illustrare il programma musicale “Il Concerto – ha spiegato il direttore d’orchestra – viene aperto da due compositori dei nostri giorni: Oedoen Partos, israeliano, morto nel 1977 e Cristian Carrara, nato nello stesso anno. Il brano di Partos è scritto in memoria dei morti dell’Olocausto, quello di Carrara è invece ispirato all’amore materno. Lo stesso sentimento che troviamo nello Stabat Mater di Vivaldi, composto sul testo di Jacopone da Todi che descrive il pianto della Madonna davanti al Cristo crocifisso. Dopo il Concerto per due violini di Bach un’altra pagina che sottolinea i legami tra la nostra cultura e quella ebraica, le variazioni scritte da Paganini sulla preghiera di Mosè composta da un altro italiano: Gioachino Rossini”. Ad affiancare l’orchestra saranno la mezzosoprano Carol Garcia, la violistaJohanna Vahermaegi, e i violinisti Dima Tkachenko e – quello che lo stesso Olmi ha definito “un assoluto talento” – Roman Kim.

La conferenza è stata anche l’occasione per rinnovare anche per il futuro la partnership tra Fondazione Ravello e Ambasciata Israeliana, il presidente Brunetta infatti, ha raccolto l’invito diOfra Farhi addetta culturale della delegazione, a continuare la collaborazione.

 

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