A VITTORIO VENETO (TV) IL 28° RADUNO NAZIONALE DEI PARACADUTISTI

Sarà la città di Vittorio Veneto (Treviso) a ospitare, dal 28 al 30 settembre prossimi, il 28° Raduno Nazionale dei paracadutisti, ribattezzato “il raduno del Centenario”.

La manifestazione è stata presentata oggi a Palazzo Balbi, sede della Giunta regionale a Venezia, alla presenza del Presidente Luca Zaia, che era affiancato dagli Assessori Elena Donazzan e Gianpaolo Bottacin, del Vicepresidente del Consiglio regionale Massimo Giorgetti, del Presidente dell’Associazione Nazionale Paracadutisti Marco Bertolini e dell’Assessore Barbara De Nardi per il Comune di Vittorio Veneto.

All’Adunata sono attesi non meno di tremila paracadutisti, iscritti a 135 sezioni di tutta Italia, che daranno vita a una due giorni ricca di appuntamenti e spunti d’interesse, sia dal punto di vista più strettamente militare che da quello dell’attrattività per i civili.

“Vi aspettiamo a braccia aperte con orgoglio e gratitudine – ha detto Zaia al Presidente Bertolini – anche perché il Veneto e i veneti sono una terra e un popolo che condividono i vostri valori, come serietà, rigore, spirito di sacrificio, coraggio”.

L’adunata di Vittorio Veneto segnerà anche un record assoluto: sulla Città della Vittoria si lancerà infatti un atleta della Brigata Paracadutisti e del Centro Sportivo Esercito, che porterà con sé la bandiera più grande che sia mai stata paracadutata dal cielo, più di quella della parata del 2 Giugno ai Fori Imperiali a Roma: mille metri quadrati di estensione per un peso di 80 chili, 35 dei quali solo del contrappeso che farà in modo che la bandiera rimanga dispiegata durante la discesa.

Il lancio, che chiuderà la manifestazione, ricorderà anche la figura del Tenente degli Arditi Alessandro Tandura, vittoriese, medaglia d’oro al valor militare, considerato il primo militare della storia a lanciarsi con un paracadute. Accadde tra l’8 e il 9 agosto 1918 e l’impresa gli valse il riconoscimento con una motivazione che, tra l’altro, recitava:  “si faceva lanciare da un apparecchio in volo nella zona di Vittorio, ove atterrava mettendosi all’opera alacremente per raccogliere dati e notizie sui movimenti, le dislocazioni, le intenzioni del nemico e per entrare in contatto coi vari nuclei di soldati ed Ufficiali nostri sottrattisi con la fuga alla prigionia e in massima dispersi e sbandati nelle terre invase durante il ripiegamento dell’Ottobre 1917”.

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