50 milioni per assumere dirigenti della transizione digitale nelle PA

Un emendamento alla Legge di Bilancio istituisce un fondo di 50 milioni per incentivare l’assunzione di dirigenti esperti in transizione digitale previa iscrizione ad un apposito albo.

E’ questo in sintesi il contenuto dell’emendamento alla Manovra in discussione in Parlamento frutto del lavoro della Commissione parlamentare d’inchiesta sulla digitalizzazione della PA, che nei giorni scorsi ha presentato il suo bilancio, quanto mai desolante, di un anno di attività e audizioni.

“I contributi sono finalizzati ad agevolare il processo di digitalizzazione delle amministrazioni e degli enti destinatari e sono erogati nella misura del 30% del costo del personale e in ordine di priorità di arrivo delle richieste, fino a esaurimento del Fondo”, è quanto riportato nell’emendamento che punta sull’incentivo economico per spingere le PA inadempienti, che sono la maggior parte, a nominare il dirigente e la struttura interna che si occupi appunto del digitale.

L’emendamento prevede inoltre che “nell’anno 2018 e con cadenza triennale, con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, sia bandito un concorso per la formazione di un elenco di soggetti da inserire nell’Albo dei dirigenti per la transizione digitale”.

Prevista, inoltre, una valutazione del lavoro fatto, in ottica di valutazione del dirigente (prevista per legge, anche se di fatto non sempre applicata nella PA): “All’atto dell’assegnazione di un incarico e decorsi i tre anni, il soggetto può essere iscritto nuovamente all’Albo a condizione che la valutazione della performance individuale, di cui all’articolo 9 del decreto legislativo 27 ottobre 2009, n. 150, sia stata pari o superiore al 90%. All’onere relativo allo svolgimento delle procedure concorsuali di cui al presente comma si provvede nell’ambito delle dotazioni di bilancio della Presidenza del Consiglio dei ministri”.

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